di DDD -
Il grande derby di Casablanca si è concluso in quella che al di fuori del mondo arabo è la domenica di Pasqua con un pareggio tra Wydad e Raja (2-2) . Gli uomini del Wydad Faouzi Benzarti sono andati in vantaggio due volte, El Karti (13esimo minuto) e Saidi (45esimo minuto ), ma hanno visto il Raja di Patrice Carteron riprendere il pareggio nel derby due volte, grazie a Rahimi (21esimo) e Iajour (72esimo). Alla fine di questa 25esima giornata di campionato, il Wydad (53 punti) mantiene nove punti di vantaggio in classifica sul Raja. Ma le Aquile verdi hanno una partita in meno.
E' stato un derby teso e vissuto, come sempre. Del resto a Casablanca il divario cittadino è scanmdito da due colori, il Rosso e il Verde, i colori delle due squadre. Il rosso è il Wydad, compagine fondata nel 1937 come polisportiva particolarmente interessata al nuoto, la cui denominazione corrisponderebbe all’arabo “amore”. L’intento era di permettere sia a musulmani che ebrei l’accesso alle piscine locali, controllate, come il resto, dal protettorato francese. Il Wydad si elevò così a simbolo della lotta anti colonialista.
Discorso differente per quel che riguarda il Raja. Un’allegra compagnia teatrale, evolutasi d’un tratto, nel 1949, e divenuta squadra di calcio. Le Aquile Verdi si limitarono semplicemente ad un’esistenza riservata, come piccola squadra di quartiere, enclave pallonara nella zona a maggioranza popolare di Derb Sultan.
Il Raja soffre la potente concorrenza, attendendo un trionfo giunto soltanto nel 1988. La rilevante svolta del Raja si riscontra con l’avvento del Terzo Millennio: 11 scudetti nel periodo recente con due vittorie continentali all’attivo, raccolti sotto l’egemonia di Driss Bakori, facoltoso imprenditore candidatosi a membro del Parlamento. Fondamentalmente, il ventunesimo secolo ha plasmato il Derby di Casablanca, rendendolo un duello tra due volti agli antipodi di Casablanca.
Lo stadio è uno, il Mohammed V, ma gli ultimi disordini hanno costretto la Federazione a optare per l’impianto della lontana Marrakech. L’inizio delle ostilità è datato 29 settembre 2001. Durante il centesimo Wydad-Raja, Youssef Belkhouja, tesserato biancorosso, muore appena dopo il match in circostanze sospette, ma poi si appura che si trattava una pesante faida tra gruppi ultras. I Winners prendono come logo un fedayn bandito, in richiamo allo schieramento pro palestinese, e scelgono di occupare la curva nord del Mohammed V. Il legame tra i supporters del Wydad e le proprie radici è indissolubile. I tifosi rossi ignorano apertamente il francese.
Cuore pulsante della falange opposta è la curva sud, basata su due gruppi; Ultras Eagles e Green Boys, in lotta perenne. Le diatribe sono finanziare, talvolta violente, come nel marzo 2016 quando persero la vita, negli scontri, due ragazzi di entrambe le fazioni. Eppure, il Derby primeggia su ogni causa, e quando a dirigere il settore c’è lo Skwadra, una guida super partes, il risultato è tifo unito e fantastico.
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