Lo storico ex attaccante dei Red Devils ha parlato della possibilità di un treble del City, sottolineando come la gente dia più importanza alla squadra dei Citizens per qualcosa che lo United ha già ottenuto…

Dwight Yorke, ex attaccante del Manchester United dal 1998 al 2002, ha chiesto un maggiore riconoscimento delle imprese dei Red Devils che hanno ottenuto il triplete, mentre crescono le aspettative che il Manchester City possa emulare lo storico risultato del 1999 dei suoi rivali cittadini.

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The Manchester United team
Mandatory Credit: Alex Livesey /Allsport

Il City, già vincitore della Premier League ai danni dell’Arsenal, diventerà solo la seconda squadra a vincere tutti e tre i trofei se vincerà la FA Cup e la finale di Champions League contro l’Inter il 10 giugno a Istanbul. In questo modo il team di Pep Guardiola eguaglierebbe i risultati ottenuti dalla squadra di Alex Ferguson 24 anni fa e Yorke, una figura chiave di quel gruppo, vuole che le gesta dei suoi compagni siano maggiormente riconosciute.

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“Non ci stanno superando, ma si stanno aggiungendo a ciò che abbiamo già ottenuto”, ha detto il 51enne trinidadiano durante una visita a Hong Kong questa settimana. “Credo che la gente tenda a dimenticarlo, cercando di mettere la squadra del City su un piedistallo, facendo qualcosa che nessun’altra squadra ha fatto”.

Dwight Yorke Signs for Manchester United 1998
(Photo by Allsport/Getty Images/Hulton Archive)

In effetti, il Manchester United potrebbe far deragliare le speranze del City di vincere tutte e tre le competizioni, visto che gli uomini di Erik ten Hag affronteranno Haaland e compagni nell’atto finale della Coppa d’Inghilterra il 3 giugno.

Manchester City v Chelsea FC - Premier League
(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Il successo dei Citizens ha suscitato paragoni tra le squadre di Guardiola e Ferguson, ma Yorke ritiene che la discussione dovrebbe aspettare almeno la fine della stagione: “Perché ne parliamo se non l’hai ancora fatto? Bisogna aspettare di averlo fatto, poi se ne parlerà. La gente sta correndo troppo”.

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