di Mattia Marinelli -
la banana cavalleria la multa non basta volevano la squalifica
Annusare l'aria. E' un dovere per gli uomini di calcio, forse anche una abitudine. E' quel non detto del calcio che, subito dopo un fatto nuovo, entra in circolo e diventa qualcosa di acquisito, di chiaro. Ecco: al mondo mediatico e in generale agli avversari la multa da 86 mila euro non basta. Volevano la squalifica di Kessie e Bakayoko. Multa salata, inchiesta lampo del procuratore federale, Gattuso e Inzaghi che parlano di abbracciarsi tutti e di volersi tanto bene. Sta finendo così il caso di Acerbi e non sta finendo bene per i signori dei media e dei social. Loro volevano il sangue (dal punto di vista sportivo), volevano il risarcimento alla Lazio per il rigore non dato su Milimkovic. Quella era la posta in palio. Sì, le invettive di Giorgetti. Certo, le prediche di Tommasi. Tutta superficie, il sottobosco voleva le squalifiche e che il Milan venisse penalizzato nella volata Champions dopo i favori di Milan-Lazio.
Lo si capisce leggendo i quotidiani e imbattendosi nel concetto che "la multa stride con le pene esemplari chieste da Giorgetti e Gravina. Ma come stride? Il Governo e il presidente federale non devono dare gli ordini alla giustizia sportiva, le decisioni devono essere autonome. Il giornalismo italiano che, in questo caso, ritiene che dovesse essere soddisfatta la voce del padrone è una novità. Attenzione però, il patteggiamento è ora al vaglio della Procura generale del Coni e potrebbero esserci altre novità, mentre il Milan è ancora irritato per i toni di Gravina e Giorgetti.
Dal canto suo Gattuso, il gigante di Malagò e di Antonello Valentini, ha detto la sua: "Kessie e Bakayoko hanno sbagliato e hanno chiesto scusa, siamo esseri umani". Ma Gattuso "serviva" di più quando sembrava stesse criticando quegli insensibili della dirigenza del Milan che hanno osato difendere Kessie e Bakayoko dalla gogna social. Intanto Gattuso e Inzaghi potrebbero decidere insieme con una telefonata come stemperare la tensione, mentre non sarà aperta una inchiesta sul coro razzista degli ultrà laziali contro Bakayoko. Alla Lazio piace l'idea di Gattuso di entrare in campo tutti abbracciati
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