DerbyDerbyDerby DDD La moralità del calcio è recentemente caduta molto in basso, dopo le vicende legate a Kessiè, Bakayoko e Leiva: comportarsi come Cadreva sembra essere uno dei rimedi
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La moralità del calcio è recentemente caduta molto in basso, dopo le vicende legate a Kessiè, Bakayoko e Leiva: comportarsi come Cadreva sembra essere uno dei rimedi

Redazione Derby Derby Derby

di Simone Ducci -

Le decisioni di ieri del Giudice sportivo hanno fatto e continueranno a far parlare. L'organo di giustizia infatti non ha preso provvedimenti all'altezza delle due situazioni finite su tutti i giornali e siti web sportivi.

Il primo caso all'ordine del giorno era quello relativo alla maglia di Acerbi, esibita da Kessié e Bakayoko come fosse un vessillo o uno scalpo di guerra al termine della gara vinta dal Milan contro la Lazio. La questione, che ha scatenato molte polemiche, si è risolta (per ora) in un nulla di fatto: "La segnalazione della Procura Federale - si legge nel comunicato dell'organo giudiziale - non può avere seguito ai fini della valutazione della prova televisiva". Ora la palla passerà nuovamente alla Procura Federale, che dovrà eventualmente procedere a un supplemento di indagini e poi prendere le sue decisioni.

Il secondo caso sul quale ci si sarebbe aspettata una decisione più severa riguardava gli insulti lanciati a Lucas Leiva all'indirizzo di un addetto stampa del Milan, portatore di un handicap che lo ha costretto a rimanere sulla sedia a rotelle. "Stai zitto e siediti" sarebbero state le parole, riportate nel referto ma smentite dal giocatore che ha accusato tutti di falsità, del centrocampista biancoceleste, sanzionate solo con un'ammenda di 10.000€.

La generosità di Candreva come risposta ai casi Kessié, Bakayoko e Leiva

Decisioni del genere non possono essere considerate rimedi esaustivi e giusti. Chi ci perde in queste situazioni è infatti il calcio, con tifosi annessi. È inammissibile che comportamenti del genere, le cui ricadute investono migliaia di supporters, siano tollerati in questo modo. Non serve un pugno duro bensì rigoroso. Senza la certezza della pena, tali problematiche (razzismo su tutte) non si risolveranno mai del tutto. Inutile poi rifugiarsi in spot, decisamente poco risolutivi, che provano a insabbiare una realtà invece ben più radicata.

Le risposte giuste ci sono e passano da fatti e da gesti concreti. Un esempio è ciò che ha recentemente compiuto Candreva, donando pasti salutari ai bambini delle famiglie meno abbienti di una scuola di Minerbe. Il solo modo per arginare il lato oscuro del mondo del pallone è quindi quello di ripartire dalla gentilezza e dalla condivisione. Del resto il calcio è (anche) questo.