di Sara Federico -

Le ultime: Stefano Boeri architetto del Bosco verticale e presidente della Triennale giudica San Siro lo stadio delle milanesi e che convenga ristrutturarlo, ma se ci sarà un concorso internazionale per il nuovo stadio si candida a parteciparvi. Tutto questo mentre il messaggio che arriva dai social è forte e chiaro: "San Siro non si tocca".

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Questo sì che è un Derby con la D maiuscola, un derby esclusivo, un derby emotivo, che va a toccare la sensibilità di tutti, di tante generazioni e di tutte le età, di sportivi e non, perché quando si parla di San Siro si parla di storia, del simbolo di Milano e dell’Italia, di un’icona che ci rappresenta nel mondo e che almeno una volta nella vita ci ha fatto battere il cuore con le sue luci, il suo stile e la sua energia che ha fatto da cornice a tutti i grandi eventi che ha ospitato. E che ci mette di fronte a un derby bizzarro, Milan e Inter paradossalmente dalla stessa parte, con i loro legittimi interessi e che con naturalezza, disinvoltura, determinazione affrontano un tema così delicato in un’occasione così prestigiosa per la città di Milano e per l’Italia. Solo San Siro ha il potere di avvicinare le tifoserie di entrambe le squadre e sciogliere le solite rivalità per confrontarsi sulla sentita questione, per una volta senza considerare i colori della maglia.

Dall’altra parte, il Primo Cittadino di Milano, rassicurante, orgoglioso e impaziente di preparare al meglio il grande San Siro per la grande Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali del 2026, e con lui tutti i più affezionati, i più fedeli e legati al grande Tempio del Calcio, che alle parole di Sala reagiscono con sollievo.

E’ vero, da questo punto di vista non saremo ancora allineati ai modelli dei grandi club europei, ma se fosse proprio lui, il vecchio e prezioso San Siro a conservare ancora per un po’ la nostra unicità e a renderci così speciali agli occhi di tutti ?

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