di Mattia Marinelli -
litalia del calcio povera un posto champions ci si azzanna
La lotta per il quarto posto è sempre più velenosa. Del resto l'Italia, non solo del calcio ma in questo caso del calcio, è sempre più povera, e l'Europa sempre più lontana, sempre più veloce. I bilanci delle società italiane sono quelli che sono e un posto in Champions League è un traguardo aziendale così asfissiante, così pressante, così decisivo, che conquistarlo o perderlo significa poi non piangere oppure invece piangere lacrime amare in società sul piano economico.
Ecco perchè la volata Champions è già velenosissima ed è destinata ad esserlo sempre più. Rispetto alle frecciate fra Roma e Milano, con l'Atalanta per il momento sullo sfondo, l'episodio della scorsa stagione di De Vrij che gioca l'ultima gara decisiva per la Champions contro la squadra con la quale avrebbe potuto giocare la stagione successiva proprio nell'Europa che conta, rischia di diventare un episodio da corriere dei piccoli, una marachella da cortile.
Quest'anno accade e accadrà ben altro. Dopo Fiorentina-Inter, l'avviso ai naviganti di Marotta è stato chiaro: che l'errore di Abisso sul capezzolo di D'Ambrosio non penalizzi la qualificazione Champions. Che oggi è una posizione industriale, non un piazzamento sportivo. E quando le poste in palio sono di questo tipo, le aziende non si risparmiano colpi bassi. Come quelli di Pallotta, proprietario della Roma, che scrive alla Uefa chiedendo di mettere fuorilegge il mercato invernale del Milan.
Gli ultimi episodi sono sotto gli occhi di tutti. Leonardo parla per la prima volta di arbitri in Italia da quando è iniziata la stagione dopo i molteplici e clamorosi episodi di Juventus-Milan e viene accusato di piangere troppo. In Lazio-Sassuolo, nonostante la Var, viene assegnato un rigore non-rigore alla Lazio e i tifosi milanisti insorgono sui social. Sul finale di Milan-Lazio, Milinkovic ha palla nell'area di rigore del Milan e Rodriguez gliela toglie ma sui giornali scoppia il finimondo.
Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport hanno vissuto l'episodio (Tare furioso, Inzaghi espulso come in Lazio-Milan dell'andata) guardando la partita su due pianeti diversi: Gazzetta, gli ospiti invocano il rigore per un contatto Rodriguez-Milinkovic: il rossonero tocca prima la palla deviandone la traiettoria e togliendo il potenziale possesso al giocatore serbo. Editoriale del Corriere dello sport, Rodriguez ha colpito Mikinkovic con un calcione alle ginocchia dopo aver sfiorato la palla, che era rimasta nella disponibilità del laziale. Rigore negato con arroganza.
Questa è l'Italia della guerra fra poveri, della canea Champions, della tonnara che sarà sempre più tonnara fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata. Contenti voi, contenti tutti.
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