di Franco Ordine -
Difendersi dal fuoco amico. È diventato il nuovo mantra del calcio italiano, attraversato da una sequenza di litigi pubblici e privati mai segnalati in precedenza. Il resoconto non può che partire dalla “fiction” per dirla alla Spalletti che ad Appiano Gentile ha scandito le ultime settimane e il cammino dell’Inter divisa al suo interno dal caso Icardi. Per non farsi mancare niente, anche il Milan, reduce dal disastroso derby, ha conosciuto la sua bella dose di fuoco amico con le divergenze tra Leonardo-Maldini e Gattuso sulle scelte tecniche in occasione della seconda sfida persa con i rivali neroazzurri.
A Roma, il presidente Pallotta ha preso di mira tutti i giorni i componenti della sua rosa dopo aver dato il via libera all’esonero di Di Francesco, il meno colpevole forse, dell’intera stagione nata sotto il segno della plusvalenza. Il Genoa, addirittura, durante l’intervallo di Udine, è stato capace di far arrivare all’esterno dallo spogliatoio, le grida autentiche di una lite furibonda che ha costretto Prandelli a prendere provvedimenti e a confermare l’accaduto. Persino la Lazio, a inizio stagione, è passata alla cronaca per la famosa telefonata-cicchetto di Lotito al suo allenatore Simone Inzaghi che si lamentava per un fisioterapista non assunto nel proprio staff.
A Firenze Pioli sta vivendo da separato in casa dopo che Pantaleo Corvino ha già deciso di sostituirlo con Di Francesco, probabilmente. E forse l’elenco qui citato non è completo. In questo panorama ci sono almeno due esempi virtuosi che sono l’Atalanta di Gasperini, passato indenne da un inizio di torneo disastroso, e il Napoli dove De Laurentiis e Ancelotti vivono la loro luna di miele a dispetto dell’eliminazione dalla Champione e la distanza dalla Juve. Chissà se qualcuno prenderà lezione.
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