di Franco Ordine -
Onore al giudice sportivo della Lega di serie A dottor Mastandrea. Ha archiviato la richiesta di prova tv inviata da Pecoraro perché “la fattispecie non può rientrare in esame”. Gli chiedevano da più parti di forzare la mano al codice e si è rifiutato di farlo. A rendere inefficace la segnalazione c’erano due fattori: 1) il filmato preso da un cellulare di un telespettatore e non dalla regia indipendente della Lega di serie A; 2) nei quattro casi previsti dal codice per condotta gravemente anti-sportiva l’esposizione della maglia altrui non è stata prevista.
L’ex prefetto Pecoraro, capo della procura, molto sensibile al volere del neo presidente federale Gravina che ha chiesto 24 ore prima provvedimenti esemplari, ha aperto la sua inchiesta. Quindi, perché si sappia, la questione non è chiusa ma soltanto rinviata. Perché la procura dovrà istruire la pratica, sentire i due tesserati, chiedere quindi il rinvio a giudizio dinanzi all’ ex Commissione disciplinare cui sarà demandato il compito di fare giurisprudenza sulla materia.
Sono due le riflessioni che la vicenda suggerisce. La prima: la figuraccia rimediata da Lucas Leiva che ha smentito di aver insultato pesantemente l’addetto stampa del Milan, Ugo Allevi (“zitto e seduto” ha detto all’interessato che vive su una sedia a rotelle) mentre il giudice sportivo lo ha multato per quella espressione ascoltata dai funzionari della procura federale; la seconda: non aver segnalato con la stessa solerzia il calcione di Luiz Felipe a Suso, episodio questo che ha scatenato il parapiglia conclusivo.
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