di Mattia Marinelli -
milan smarrito adesso anche emergenza infortuni
Con 1 punto in 3 partite andare in Champions League è Mission Impossible. La classifica è una tonnara e il Milan ha perso identità. Se fino alla vittoria di Verona la squadra giocava maluccio, da tre partite a questa parte più che giocare cambia moduli e produce partite senza arte nè parte. Con tanto di errori e di episodi sfortunati che la condannano.
Così non va, contro l'Udinese, durante un 1-1 frustrante, la squadra rossonera è apparsa anche sulle gambe, oltre che in confusione mentale e con un gioco che stenta a palesarsi, rischiando la figuraccia in ogni momento. Purtroppo capita (nuovamente) nel momento topico della stagione, e questa Udinese sa tanto di Benevento, quanto Lasagna di Iemmello, il tutto sempre dopo una lunga rincorsa, che però quest'anno era andata a buon fine.
Ognuno ha le proprie colpe senza nascondersi dietro un dito, partendo dallo staff tecnico e arrivando a coinvolgere la personalità della squadra fino ad ogni livello di responsabilità.
Mancano otto partite, se lo spartito non cambia sarà dura rimanere in corsa per la Champions League e si complicherà notevolmente anche l'Europa League, soprattutto perchè la concorrenza è folta ed agguerrita. Rimanere fuori dalla zona europea, sarebbe un disastro, ed è quantomai da evitare, per non vanificare quanto di buono fatto finora.
Il Milan sarà anche giovane, di prospettiva ed ha un buon progetto in atto, ma se vengono a mancare i risultati e con essi di riflesso anche maggiori introiti, non si fa molta strada, né in Italia né soprattutto in campo internazionale. A porre rimedio alla situazione non è sufficiente agitarsi sui social, adesso che c'è anche l'emergenza infortuni con Donnarumma, Paqueta, Suso e Kessie a forte rischio per Torino.
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