di Mattia Marinelli -

A fallimento Champions ancora caldo, il presidente bianconero Andrea Agnelli non ha fatto precipitare le cose e ha tenuto le bocce ferme: "Quest'anno la Champions era un obiettivo, possiamo dire sin d'ora che sarà un obiettivo anche l'anno prossimo. L'undici in campo eccetto Ronaldo è un undici giovane, che può crescere. Sì, con Allegri in panchina, ci siederemo per ridiscutere il contratto fra un mese". Giusto così, non si sacrifica in spogliatoio un allenatore plurititolato.

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Ma Max Allegri è alla Juventus da cinque anni. Tanti, per un uomo innamorato delle novità come lui. Riproporre il tecnico livornese ai tifosi bianconeri non è in ogni caso semplice, dopo la lezione di gioco subita dall'Ajax e con tutte le riserve che da sempre i sostenitori juventini hanno nei confronti della sua proposta di gioco. Non è un mistero negli ambienti molto vicini alla Juventus, che ad "Andrea" piaccia Didier Deschamps.

Il francese ha vinto il Mondiale in Russia con la Nazionale francese, conosce molto bene Matuidi che è uno dei pilastri della rosa bianconera. Vero, Allegri ha detto che resta a Torino e il suo presidente lo ha confermato. Ma c'è un senso di fine corsa, nella Juventus eliminata allo Stadium. Al Milan, il ciclo di Allegri era finito quando non aveva vinto lo Scudetto "con" Ibrahimovic. Qui rischia di essere finito, anche se formalmente dovesse proseguire, il suo ciclo juventino non avendo vinto la Champions "con" Cristiano Ronaldo.

Il portoghese, a proposito. Non la prenderà bene e visto che l'amato Zidane si è nuovamente accasato al Real Madrid, il carisma e il curricula di Didier, già compagno di squadra in bianconero di Zizou, potrebbero essere graditi a CR7. La Juventus 2018-19 con il crack portoghese in organico, ha perso 4 delle 10 partite giocate in Champions League. Nel vertice di maggio si parlerà anche di questo...

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