di Elena Rossin -

All’inizio era solo una cosa a due fra il Milan e la Uefa con il club rossonero che a causa di gestioni passate, che avevano ignorato le regole del Fair Play Finanziario per i trienni 2014-2017 e 2015-2018, è finto nelle maglie delle sanzioni. Poi la questione si è allargata al Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna poiché il Milan già una volta si era visto dare ragione, quando l’anno scorso fu riammesso a partecipare all’Europa League, e allora anche a dicembre aveva fatto ricorso contro la decisione della Uefa di sanzionarlo con 12 milioni di multa, la limitazione a 21 giocatori nella lista Uefa per due stagioni e l'esclusione dalle coppe in caso di mancato pareggio di bilancio nel 2021. Passano i mesi e a maggio la Camera Giudicante dell'Organo di Controllo Finanziario dei Club, organo indipendente della Uefa, ha ordinato la sospensiva procedurale del procedimento contro il Milan in relazione al mancato rispetto dei requisiti di pareggio di bilancio durante il periodo di monitoraggio fissato nella stagione 2018/19 e riferito agli esercizi conclusisi nel 2016, 2017 e 2018.

UEL

La sospensione della procedura varrà fino al pronunciamento del Tas sul procedimento in corso relativo alla sanzione imposta al club rossonero per il mancato rispetto dei requisiti di pareggio di bilancio per gli esercizi conclusisi nel 2015, 2016 e 2017. Nel frattempo il campionato è terminato e la classifica finale ha sancito che il Milan si era qualificato direttamente per la fase a gironi dell’Europa League e a Roma potrebbe arrivarci se supera i preliminari, mentre il Torino arrivato settimo è fuori.

Sulla graticola quindi sono finiti il Milan che ha più procedimenti in corso e che magari vorrebbe avere un tempo superiore rispetto al 2021 per arrivare al pareggio di bilancio e anche la Roma e il Torino perché nel caso il Milan fosse escluso dall’Europa League i giallorossi andrebbero direttamente alla fase a gironi e i granata sarebbero ripescati e andrebbero ai preliminari. Come se non bastasse il Tas ha reso noto che nelle udienze a calendario fino al 14 agosto non c’è quella che riguarda il Milan. Però nel frattempo saranno già iniziati i preliminari e la Roma dovrà affrontare nel secondo turno preliminare, in una doppia sfida di andata e ritorno, la vincente di Debrecen-Kukësi il 25 luglio e il 1° agosto. Una volta giocato il secondo turno di qualificazione qualunque decisione prendesse il Tas la Roma i preliminari li avrebbe iniziati e il Torino ne sarebbe fuori.

Ogni giorno si dice che è quello buono per trovare una soluzione, ma le decisioni non arrivano e il tempo passa. Non è facile trovare una soluzione che non sia in contrasto con i regolamenti Uefa. Il Milan non può patteggiare la rinuncia all’Europa League in cambio di un prolungamento oltre il 2021 del pareggio di bilancio con la Commissione Giudicante del Club Financial Control Body poiché il Cfcb è un organo indipendente della Uefa e non è previsto che patteggi. In più se il Milan rinunciasse a partecipare all’Europa League per regolamento Uefa Roma e Torino non potrebbero subentrare, quindi i giallorossi dovrebbero disputare i preliminari, come da piazzamento in campionato, e il Torino rimarrebbe fuori. Sia il Tas sia il Cfcb e anche la Uefa prendendo una decisione oppure un’altra creerebbero un precedente e questo potrebbe poi indirizzare i comportamenti futuri dei clubs in merito al Fair Paly Finanziario. Un ginepraio dal quale tutti rischiano di uscirne sconfitti, dove le regole potrebbero perdere di valore e la giustizia non trionfare. Ne va della credibilità delle istituzioni del calcio e del calcio stesso.

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