di Antonio Lopopolo -
Il prossimo 12 maggio la Roma si giocherà le proprie chance di Champions League nel big match del 36esimo turno del campionato di Serie A contro la Juventus, già campione d’Italia per l’ottava volta consecutiva. La sfida in scena all’Olimpico non è soltanto una partita speciale ma è un corso accelerato di calciomercato, contrassegnato da numerosi cambi maglia che si sono verificati nel corso della storia dei due club. Alcuni hanno scaturito polemiche e anche qualche lacrima, altri sono finiti quasi nel dimenticatoio.
Gli incroci sono tanti, Szczesny e Pjanic sono gli ultimi casi più evidenti: giocavano in giallorosso, sono bianconeri. Il portiere polacco è stato poco rimpianto nella capitale, il suo successore Alisson ha giocato su livelli spaziali, ma nel confronto con Olsen parte in vantaggio, considerato il momento difficile del numero uno svedese, scavalcato da Mirante nelle gerarchie di Ranieri per difendere i pali capitolini. Pjanic è un addio che ha fatto più male, sia per alcuni episodi che per alcune dichiarazioni, e rappresenta uno dei trasferimenti più clamorosi, considerato l’alto tasso tecnico del calciatore. La Juventus nell’estate del 2016 pagò la clausola di rescissione di 32 milioni di euro strappandolo alla Roma, fra le lamentele e le proteste del tifo giallorosso.
Nella conferenza stampa di presentazione alla Juve, il centrocampista bosniaco disse: «Ho subito notato la differenza tra dove sono stato in passato e dove sono adesso. Si lavora tantissimo. Dal giorno della firma ho ricevuto il benvenuto da tutta la squadra, lo spogliatoio mi ha accolto bene e mi ha fatto capire che sono in un grande club. Sono cambiate un po’ di cose rispetto a Roma». Il numero 5 bianconero figurerà come grande ex nella lista dei convocati della Juventus anche per l’appuntamento di domenica sera davanti al suo vecchio pubblico.
La stagione vissuta finora da Miralem è stata sottotono. E non è da escludere che siano riconducibili al suo calo di rendimento alcuni problemi di gioco della Juve di quest’anno. Sta di fatto che Allegri non ha mai rinunciato al suo metronomo, schierandolo in campo per ben 42 volte, una in più rispetto a CR7. I lampi, le invenzioni e i ritmi di gioco che avrebbe dovuto dettare, si sono visti in troppe poche occasioni e se non era lui ad accendere la luce, per forza di cose i bianconeri dovevano vivere di individualità. Considerate le ultime voci di mercato e la tentazione PSG, staremo a vedere quindi se il prossimo sarà l’ultimo Roma-Juve per Pjanic.
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