di Mattia Marinelli -
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Clamoroso giro di valzer da parte di Gian Piero Gasperini. Nonostante la sua Atalanta sia in lotta Champions con il Milan, sono state particolari e inaspettate le sue parole di stima, affetto e rispetto nei confronti di Rino Gattuso, alla vigilia di Atalanta-Empoli.
Da un tecnico milanese all'altro, da domenica scorsa a sabato 13 aprile: questa la parabola di Gasp. Domenica, al termine di Inter-Atalanta 0-0 c'era stato un il simpatico siparietto in sala stampa a San Siro, quando Spalletti ha deciso a un certo punto di invitare Gasp (stava attendendo il suo turno) a sedersi al suo fianco al tavolo degli intervistati. Un escamotage, quello di Spalletti, utilizzato per “fuggire” dalle domande su Icardi, per le quali aveva già spiegato che non avrebbe dato risposta. Una volta che l’allenatore dell’Atalanta ha preso posto, Spalletti si è ironicamente auto-interrogato: “Icardi? Ne parla lui!”, ha detto con il sorriso, delegando la risposta a Gasperini. Che è stato al gioco.
Sei giorni dopo invece niente Icardi, niente Inter e niente Spalletti a Zingonia. Solo Milan. Anzi, solo Gattuso. Le parole di Gasperini dal profondo delle sue convinzioni: "Se Milan-Lazio finisse pari ad esempio, si rimescolerebbero ancora le carte. Oggi sono un tifoso sfegatato di Gattuso. E sapete perché? Gliene hanno dette di ogni tipo, vituperando il suo lavoro, così l'ho adottato. Un suo risultato mi rende felice come se fosse il mio. A livello tattico il Milan lo ha creato lui, si vede che ha quei colori tatuati sulla pelle".
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