di Mattia Marinelli -
trequartista derby berlusconi salvini sulla pelle del milan
La decisione di schierare Paquetà trequartista dietro le due punte l'ha presa Rino Gattuso. Ed è probabilmente nata dalla presa d'atto della difficoltà nel creare palle-gol delle ultime partite del Milan e anche dall'ultimo confronto, sereno, svoltosi a Milanello domenica, dopo la sconfitta di Genova, fra Leonardo, Paolo Maldini e lo stesso tecnico rossonero. Decisioni interne, confronti interni, vita di club. Ma quando tutto questo esce all'esterno, viene rimasticato, ridisegnato, preso in consegna da corsivi e visioni che portano molto più lontano rispetto alla realtà quotidiana.
Ma questo è il calcio mediatico italiano e in questo calcio vive e opera il Milan. Per questo, non mancherà chi arriverà a sostenere che il trequartista dietro le due punte (Piatek-Cutrone) è il dogma berlusconiano, tante volte suggerito dallo storico presidente rossonero al tecnico milanista. Per la verità, Silvio Berlusconi parlava di Suso dietro le punte, ma il trequartista resta pur sempre una sua ortodossia, anche se l'ultima volta che il Milan ha utilizzato questo modulo (Honda alle spalle di Bacca e Luiz Adriano), i rossoneri persero 4-0 in casa a San Siro contro il Napoli di Sarri.
In ogni caso la visione tecnica, più o meno in linea con i flussi e le tendenze del calcio moderno, di Silvio Berlusconi è chiara, scolpita, netta, precisa. Diversamente da Matteo Salvini, che del Milan non è mai stato presidente ma ne è grande tifoso. Il vicepremier è spesso categorico e generico sul Milan, con termini come noia, strazio, mancanza di gioco, pena, squallore. Ma senza entrare nel merito. E va detto che ultimamente sta parlando molto più di Milan il ministro dell'Interno che lo storico presidente. Ma restano entrambi ricercatissimi quando si tratta di strappare una dichiarazione che diventi un titolo forte sul Milan.
Titoli che, alla vigilia di Milan-Udinese, non ha regalato Rino Gattuso. In molti hanno scritto quanto il derby abbia scolpito la diversità e la duttilità di Spalletti rispetto a Ringhio. Ma gli ultimi eventi dimostrano come la diversità regali dei punti a favore anche a Gattuso. Il tecnico rossonero ha saputo fare ammenda rispetto alle dichiarazioni non opportune della vigilia di Sampdoria-Milan. Su Icardi invece, anche a costo di imbarazzare la propria società, Spalletti tira dritto, rinforza, rilancia, attacca a tutto spiano. Senza mai fare un solo piccolissimo passettino indietro.
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