di Valerio Graziani -

Sono stati i colori biancocelesti a sfasciare la stagione giallorossa. Nel giro di pochi giorni, la sconfitta nel derby con la Lazio e poi l'eliminazione Champions di Oporto: così è calato il sipario su Monchi e Di Francesco, così si è conclusa l'avventura romana del dirigente tornato a Siviglia.

monchi

Alla vigilia di Siviglia-Betis Siviglia, il "suo" derby, Monchi ha parlato proprio di questo genere di sfide: “A Roma ho vissuto la partita contro la Lazio ma lì è diverso, Roma come città è diversa. Il derby simile a quello tra Betis e Siviglia è quello tra Genoa e Sampdoria. Si gioca ovunque, per strada, nei quartieri, al supermercato… Sono undici giocatori che ne rappresentano centomila”.

Vigilia derby e grande attesa, ma non c'è livore nelle parole del ds ex Roma: “Sono tornato qui prima del previsto. I risultati anche non sono stati quelli che credevo, ma non rimpiango niente. La notte migliore quella di aprile, quando abbiamo eliminato il Barcellona, la peggiore resta la sconfitta contro il Porto. La cosa più difficile era stare lontano dalla famiglia. Ma a Roma ci tornerei”.

La testa di Monchi adesso è però tutta sul derby sevillista che lui non vive solo da dirigente, ma anche da tifoso: “Il club ha continuato a evolversi e quella è stata una delle cose che mi hanno fatto tornare. Ho avuto progetti più interessanti a livello sportivo, ma sono tornato per rimanere. Sono all’80% direttore sportivo e al 20% tifoso, ma questa settimana sono più sevillista”.

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