Voi dov’eravate, quella domenica? E ogni volta che leggete Ayrton a cosa pensate?
analisi Facebook di Roberto Beccantini -
Il primo maggio del 1994 moriva Ayrton Senna. Clinicamente all’Ospedale Maggiore di Bologna, tecnicamente e fatalmente alla curva del tamburello di Imola. Io ero nel mio studio di Milano, davanti alla tv.
Genius...
Poi sarei andato a San Siro per Milan-Reggiana di campionato (0-1). Ricorderò sempre, il 17 luglio a Pasadena, lo striscione che la Nazionale brasiliana espose e trascinò per il campo dopo la vittoria mondiale, ai rigori, sull’Italia di Arrigo Sacchi.
An icon, a champion, a genius.
— Formula 1 (@F1) May 1, 2024
Even 30 years later, Ayrton Senna's influence is felt just as much as ever ❤️#Senna30 pic.twitter.com/GYF20r8ZjR
Marguerite Yourcenar ha scritto: «Alla fine e all’inizio della vita bisogna vivere come se si andasse a morire tra dieci minuti. O come se si durasse per sempre».
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