DerbyDerbyDerby FantaDerby Il calcio a porte chiuse meglio del derby fra le due Coree: oggi 300 persone negli stadi, a ottobre solo 70...
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Il calcio a porte chiuse meglio del derby fra le due Coree: oggi 300 persone negli stadi, a ottobre solo 70...

Redazione DDD
Stadi spettrali e silenzio: oggi è così dappertutto, come vediamo in Bundesliga, e come stiamo per vedere in Serie A, in Premier e in Liga. Sembra quasi che il lugubre match di Pyongyang fra Corea del Nord e Corea del Sud, giocato ad ottobre 2019, poco prima della pandemia, fosse solo una premonizione...

Nello scorso mese di ottobre, tutti hanno definito il derby per le qualificazioni ai Mondiali del 2022 fra Corea del Nord e Corea del Sud un "match invisibile", una "partita fantasma". Oggi, nove mesi dopo, siamo tutti ridotti così, vista la pandemia del Coronavirus. Almeno negli stadi italiani possono entrare 300 persone, a Pyongyang ad ottobre ne vennero ammesse solo 70 ad assistere allo 0-0 finale: "Mi aspettavo uno stadio al completo per una partita così storica ma sono rimasto deluso nel vedere che non c’erano tifosi sugli spalti. La libertà è di primaria importanza certo, però sarebbe ingenuo pensare che si possa cambiare il mondo da un minuto all’altro", sarebbero poi state le parole di Gianni Infantino, presidente della Fifa, uno dei pochi presenti alla partita invisibile. Il video integrale della partita era stato promesso alla delegazione avversaria: dopo otto mesi però a Seul lo stanno ancora aspettando.

Il giocatore più rappresentativo della Corea del Sud, l’attaccante del Tottenham Son Heung-min invece, una volta tornato in patria, avrebbe parlato così della partita invisibile: "Peccato non averla vinta ma è stata talmente aggressiva che è stato quasi un miracolo essere tornati tutti interi, senza infortunati. I giocatori della Corea del Nord erano aggressivi e su di giri. Sono volati parecchi insulti".