di Redazione DDD -
Botta e risposta, come negli anni Settanta quando i Boys nerazzurri polemizzavano contro l'altra parte della curva, ovvero Potere nerazzurro. Questa volta, a curva unificata, la diatriba è nata contro un sito nerazzurro di informazione: internews.it.
Dopo il comunicato di ieri degli ultrà, il comunicato "Icardi Vattene!", il sito in questione aveva commentato: “Noi siamo l'Inter”. Chi lo decide? Perché il tifoso non di Curva con 40 anni di tessera altrove o il ragazzino tredicenne alla prima al Meazza lo è meno? Perché si annovera nel non plus ultra del tifo ai massimi livelli chi con il proprio comportamento, solo per restare alla stagione in corso, ha determinato la chiusura dello stadio per due partite e di un settore per una terza? È questo il bene supremo? È questo il “Noi siamo l'Inter”? Oggi, probabilmente, essere l'Inter vorrà dire reagire come pubblico presente alla prossima a San Siro con dei sonori fischi o con qualsivoglia gesto di contrasto a quelli che saranno i cori contro Icardi. Ma al bene supremo non si arriva certo attaccando chi, pur con evidenti colpe su cui sarà il caso di riflettere a traguardo conquistato, può dare una mano per mantenere la posizione in Champions".
Il giorno dopo, la risposta a Internews.it della Curva Nord interista ha avuto questi toni: "Rispondiamo al vaneggiante articolo di Internews che chiede a che titolo diciamo NOI SIAMO L’INTER.Noi siamo l’Inter perché in 50 anni di vita non l’abbiamo mai tradita.Noi siamo l’Inter perché con orgoglio non scendiamo a compromessi.Noi siamo l’Inter perché non cambiamo opinione a seconda di come tira il vento.
Noi siamo l’Inter perché mettiamo il rispetto della maglia al primo posto. Noi siamo l’Inter perché per noi vincere non sarà mai l’unica cosa che conta. Noi siamo l’Inter perché giudichiamo la gente per quello che fa e come si comporta non per il valore commerciale che potrebbe perdere. Noi siamo l’Inter perché rispettiamo sia il tredicenne che colui che ha 40 anni di abbonamento in altri settori ma ci sentiamo liberi di considerarci su un piano superiore per la dedizione, i sacrifici e l’impegno che il bambino deve ancora dimostrare di avere e il tesserato non ha mai dimostrato in passato. NOI SIAMO L’INTER COL CUORE E COI FATTI, NOI C’ERAVAMO PRIMA DI SPALLETTI, ICARDI, LE CENTINAIA TRA GIOCATORI E DIRIGENTI CHE LI HAN PRECEDUTI E CI SAREMO ANCHE DOPO. CHI DEVE DIMOSTRARE DI ESSER DA INTER NON SIAMO CERTO NOI".
Appare evidente: il tutti contro tutti continua. Senza soste.
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