Il due volte calciatore africano dell'anno è stato premiato per il lavoro di beneficenza e il ruolo avuto nel portare stabilità in Costa d’Avorio
Didier Drogba, il capocannoniere di tutti i tempi della Costa d’Avorio, si è distinto nel suo paese per i suoi contributi sociali ottenendo la laurea di dottore honoris causa, il più alto riconoscimento concesso dalla Rete universitaria di Scienze e Tecnologie dell’Africa subsahariana (RUSTA). La consegna del titolo è avvenuta giovedì ad Abidjan presso la sede principale dell’ateneo.
The latest Docteur Honoris Causa of the Network of African Universities of Sciences and Technologies Dr DROGBA 🙏🏾 #RUSTA
— Didier Drogba (@didierdrogba) June 4, 2021
Le Tout récent Docteur Honoris Causa du Réseau des Universités Africaines des Sciences et Technologies le Dr DROGBA 🙏🏾#RUSTA pic.twitter.com/AwVuPQB7Kk
“È con orgoglio e grande emozione che ricevo questo titolo onorifico, quando ero piccolo ho detto a mia madre che volevo fare il medico”, ha dichiarato il 43enne, attuale candidato presidente della federazione calcistica ivoriana, emozionato durante la cerimonia anche per la presenza della madre Clotilde.
Dem don award Didier Drogba a honorary degree for University of Science and Technology for Abidjan for hin charity work wey hin do Ivory Coast🔵❗️
— Jus T Ice (@cfcjustice) June 4, 2021
Hin new name na DR. DIDIER DROGBA😍
Make we congratulate am Blues 🎊 #CIP 🔵💥🇨🇮 pic.twitter.com/WnNl7y9GD6
Da sempre impegnato nella realtà sociale del paese, Drogba ha aiutato nel 2005 a fermare una guerra civile, chiedendo ai ribelli di abbassare le armi, dopo aver ottenuto la qualificazione per la Coppa del Mondo 2006 con una vittoria per 3-1 sul Sudan. Inoltre, in tempi più recenti, ha costruito una scuola e un ospedale, poi messo a disposizione del governo per assistere i malati di coronavirus.
“Questo bambino prodigio, che era l’orgoglio dell’Africa, si sta consolidando in tutto il mondo per la sua forma nel gioco, per il sacrificio nello sforzo instancabile, la disciplina e soprattutto per la sua generosità. Continua ad essere una delle grandi leggende del calcio ed è una delle leggende nella mente di tutti”, ha affermato Boualem Aliouat, rettore dell’università.
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