Australia, il campionato non "decolla": le squadre di Melbourne prigioniere delle norme anti-Covid a Victoria
Le speranze della A-League di riprendere la sua stagione il 16 luglio sono in bilico, dopo un altro tentativo fallito di far volare i club con sede a Melbourne dalla città sottoposta a severe per il Covid-19. Melbourne Victory, Melbourne City e Western United hanno raggiunto l'aeroporto martedì per la seconda notte consecutiva sperando di raggiungere un "hub" nello stato del New South Wales. Ma il viaggio, che li avrebbe dovuti portare a Canberra, è stato interrotto a tarda sera a causa delle norme quarantena del governo nel Territorio della Capitale Australiana (ACT). "Abbiamo fatto assolutamente tutto il possibile per far uscire i giocatori e gli staff da Victoria entro la mezzanotte, ma in una situazione in così rapida evoluzione, sfortunatamente non è stato possibile", ha dichiarato il capo dei campionati della Federcalcio australiana (FFA) Greg O'Rourke in una nota.
Le squadre avevano tentato di volare a Canberra anche lunedì, ma la nebbia aveva imposto la chiusura dell'aeroporto nella capitale australiana. Il sindacato dei giocatori ha dichiarato che gli eventi delle 48 ore precedenti sono "inaccettabili". "La mancanza di chiarezza, la pianificazione superficiale e i mancati trasferimenti hanno lasciato i giocatori imbarazzati, frustrati e completamente privi di fiducia nel movimento", ha dichiarato la Professional Footballers Australia (PFA) in una nota. "Mentre la situazione è complessa, ciò che i giocatori richiedono è semplice: un piano affidabile e fattibile che non faccia ricadere la possibilità di poter scendere in campo affidata queste sfide solo ai giocatori". Dopo che le autorità del New South Wales hanno chiuso il confine con Victoria per un periodo indefinito da mezzanotte di martedì a seguito di un picco di Covid-19 a Melbourne, l'FFA ripone le speranze che le tre squadre ottengano esenzioni per poter viaggiare". Un portavoce della città di Melbourne ha dichiarato alla Reuters che un'esenzione "provvisoria" era stata approvata dal New South Wales ma stavano aspettando la conferma finale: "È piuttosto deludente quello che è successo, ma da parte dei club, abbiamo fatto tutto ciò che ci è stato chiesto", ha detto.
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