Le parole del 64enne ct italiano dell’Azerbaigian tra ambizioni e futuro, Mar Caspio e Caucaso

“Per come erano i presupposti con la Nazionale albanese, credo che nessuno immaginasse di arrivare dove poi siamo arrivati… Con la Nazionale azera sto cercando di costruire una nuova mentalità ed un approccio diverso alle competizioni internazionali”. Esordisce così Gianni De Biasi, attuale ct dell’Azerbaigian con una storica esperienza di sette anni sulla panchina dell’Albania, nell’intervista rilasciata a calciosovietico.it.

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“Ci sono strutture di ottimo livello – racconta l’ex tecnico di Udinese, Torino, Brescia e Modena –, con possibilità di programmare un buon lavoro. Dobbiamo cercare di crescere a livello di settore giovanile, allargando la base dei praticanti, organizzando dei centri di addestramento federali che propongano un programma di lavoro mirato alla crescita tecnica e tattica dei ragazzi”.

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Incalzato sul tema gruppo di qualificazione ai Mondiali con Portogallo, Irlanda, Serbia e Lussemburgo il 64enne coach italiano si sbilancia: “Partiamo come quinta forza del nostro gruppo, però io non mi accontento del quarto posto! Dobbiamo provare a sovvertire il pronostico che ci vede sfavoriti! Confido molto nella voglia di far vedere che siamo una squadra con la determinazione e l’intelligenza per giocarci tutte le nostre possibilità…”.

Italy v Albania - FIFA 2018 World Cup Qualifier
(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Poi De Biasi conclude sottolineando il seguito del football italiano nel paese azero: “Il nostro calcio è molto seguito qui in Azerbaigian, tantissimi tifano per le nostre squadre, tra le persone che conosco molti tifano Juve, Milan, Inter e Roma…”.

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