Deportivo Cali in attesa delle decisioni delle autorità calcistiche colombiane e del sistema giudiziario nazionale: in arrivo partite a porte chiuse allo stadio di Palmaseca, a causa di quello che è successo in un'altro derby della Valle del Cauca.

La rivalità tra le due squadre tradizionali della Valle del Cauca ha raggiunto il suo apice e la sua violenza, da quando in città sono diventati comuni scontri, attacchi con armi e minacce tra gli ultras delle due rivali. E in questo contesto si è giocato il derby fra Deportivo Cali e América Cali, per la 18esima giornata del campionato colombiano 2024. Senza tifosi, come è diventato normale, lo stadio Palmaseca ha ospitato quella che dovrebbe essere una festa di calcio. E nonostante i protagonisti abbiano fatto del loro meglio per far sì che non ci fossero problemi o incidenti, tutto è precipitato per la presunta presenza di tifosi dell'America infiltrati sugli spalti e dalla crisi istituzionale e sportiva che il Deportivo sta vivendo.

DERBY CALI

Vigilia "complicata"...

L'atmosfera della vigilia del derby, poi finito 1-1 con il secondo tempo iniziato con 45 minuti di ritardo, è stata caratterizzata da sparatorie, aggressioni e provocazioni nei popolari e numerosi bar delle strade di Cali. Tanto che si è ipotizzato un presunto accordo di pareggio. Ma il proprietario dell'América ha chiarito tutto sul suo account 'X' (ex Twitter) e ha smentito di avere quel piano per evitare la violenza nello stadio del suo storico rivale: "Pagare un premio per un pareggio è premiare la mediocrità, noi premiamo solo i trionfi ; "Dobbiamo vincere le prossime 2 partite (contro Cali e Pasto) per assicurarci un posto tra gli 8, perché DIM, Nacional e Millos ci stanno con il fiato sul collo!!" .

In effetti l'América era arrivata al derby in un momento migliore, tanto da aver chiuso il primo tempo in vantaggio 1-0. Proprio quando l'arbitro Wilmar Roldán ha mandato negli spogliatoi i giocatori delle due squadre, ecco i disordini nella tribuna sud dello stadio. Ed è iniziata la caccia ai tifosi dell'America che si sarebbero infiltrati nella tifoseria della squadra rivale. E quando i protagonisti sono scesi in campo per riprendere la partita, si sono trovati di fronte allo scenario peggiore. Violenze e minacce di invasione del campo da parte delle tribune popolari, conflitti negli altri settori della scena sportiva, risse per diffidenza verso estranei nei posti vicini, attacchi al pubblico e alle forze logistiche che cercavano di intervenire, esplosioni di polvere da sparo e petard . Tutto un contesto che ha portato Roldán a contattare il Dimayor (Divisione Maggiore del Calcio Colombiano) per consultarsi sul passo successivo.

Mentre gli arbitri e i giocatori dell'América tornavano negli spogliatoi, i membri del Deportivo Cali sono rimasti cercando di calmare gli animi  Ma era impossibile, perché la furia di una larga parte dei tifosi non era solo contro i rivali, ma cantavano anche contro i propri giocatori per il brutto campionato e per la paura che la retrocessione diventasse realtà. Poi si è giocato il secondo tempo, iniziato con 45 minuti di ritardo, con il punteggio finale di 1-1, proprio quel pareggio che si sospettava prima della partita.

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