La scomparsa dell'arcivescovo di Glasgow ha toccato da vicino il club cattolico della città scozzese: il Celtic
“È con profondissima tristezza che abbiamo saputo oggi, giorno dedicato a san Mungo, patrono di Glasgow, della morte del nostro fratello e amico Philip Tartaglia. La sua scomparsa sarà una perdita enorme per la sua famiglia, il clero, i fedeli dell’arcidiocesi di Glasgow e per l’intera Chiesa”. Con queste parole, in un comunicato, i vescovi scozzesi annunciano la morte improvvisa dell’arcivescovo Philip Tartaglia risultato positivo al Covid poco dopo Natale e, da allora, in autoisolamento. La notizia apre i siti dei quotidiani scozzesi e viene ripresa anche dalla Bbc. Nello stesso comunicato i vescovi ricordano l’arcivescovo, alla guida dell’arcidiocesi della Chiesa cattolica scozzese con 95 parrocchie e 200mila abitanti, come “un pastore caloroso che combinava amore e intelligenza”.
We are saddened to hear of the death of Archbishop Philip Tartaglia who was a huge supporter of the club and regularly attended matches at Celtic Park.
— Celtic Football Club (@CelticFC) January 13, 2021
Everyone at Celtic offers their sincere condolences to Philip's family and Scotland's Catholic community at this sad time. pic.twitter.com/R9Hu9DJaoq
Nato a Glasgow, da genitori cattolici, l’11 gennaio 1951, primo di nove figli, Philip Tartaglia si era formato al collegio scozzese di Roma e all’Università Gregoriana prima di rientrare in Scozia per essere ordinato sacerdote dal cardinale Thomas Winning il 30 giugno 1975. Prese poi il suo posto, come ottavo arcivescovo di Glasgow, dopo l’italiano Mario Conti, l’8 settembre 2012. A rendergli tributo, con un tweet, è stata anche la squadra di calcio “Celtic Football club”, sostenuta dai cattolici, della quale è sempre stato un fan.
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