DerbyDerbyDerby Notizie Calcio Il pessimo 2006 di "Gheddafi": "Dissi no alla Juve per l'Under 21, ma la Federazione si rimangiò la parola"
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Il pessimo 2006 di "Gheddafi": "Dissi no alla Juve per l'Under 21, ma la Federazione si rimangiò la parola"

Davide Capano
L’allenatore racconta il mancato approdo sulla panchina della Juventus nel 2006 e rivendica il primato dei suoi sette Under 21 diventati Campioni del Mondo a Berlino…

Intervistato da footballnews24.it, Claudio Gentile si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. L’ex commissario tecnico dell’Under 21 doveva sedersi nel 2006 sulla panchina della Juventus: “Mi chiamò Boniperti offrendomi il posto da allenatore, la Juve era appena stata retrocessa in Serie B ma non mi interessava: quella è la mia squadra, sono i miei colori. Sarei andato subito, ma prima di accettare, però, per una questione di correttezza verso la Federazione che mi aveva dato l’opportunità di mettermi in gioco come allenatore, chiamai i federali, che erano in Germania per assistere al Mondiale, per chiedere loro se avessero intenzione di tenermi sulla panchina dell’U21. Mi venne detto che non c’erano problemi, che volevano puntare nuovamente su di me e che una volta tornati avrebbero confermato il tutto. Dopo queste parole chiamai nuovamente Boniperti dicendogli: ‘Guardi Presidente, io sarei davvero venuto volentieri ad allenare la Juventus, ma lei mi ha insegnato ad essere onesto e corretto, ora devo comportarmi così anche se vado contro alla mia squadra del cuore’”.

“Boniperti capì senza problemi – spiega Gentile –, alla fine ero semplicemente riconoscente all’U21 per la fiducia che anni prima mi venne data, così alla Juve andò Deschamps. Quando però tornarono dal Mondiale del 2006, il commissario della Federazione, nonché il Sig. Rossi, alla conferenza stampa di presentazione del nuovo CT della Nazionale, che, tra l’altro, a detta di tutti, avrei dovuto essere io, affidò l’incarico a Roberto Donadoni. A quel punto un giornalista chiese quale fosse il mio futuro e Rossi rispose che sarei rimasto alla guida dell’U21, cosa che mi andava bene, ero felice. A due giorni da quella conferenza mi chiamò lui stesso dicendomi che ci avevano ripensato e mi mandarono via. Mi ritrovai in una situazione bruttissima, avevo appena rifiutato la mia Juve per restare lì e loro mi avevano confermato. Non capisco perché dirmi sì e poi cambiare idea. Forse davo molto fastidio e hanno cercato di eliminarmi”.

Tra gli Azzurrini avuti dal tecnico nato a Tripoli, diversi hanno poi conquistato il Mondiale a Berlino, come Pirlo, De Rossi e Gilardino: “Sette giocatori che erano con me in quell’U21 sono diventati Campioni del Mondo due anni più tardi, cosa che non era mai successa. Quindi credo di aver lavorato bene, perché il compito di colui che guida i giovani è farli crescere per poi passargli alla Nazionale maggiore, più di così non credo potessi fare. Eppure non è stato sufficiente per motivi evidentemente non tecnici. Il fatto di dare valore alla meritocrazia e non alle raccomandazioni credo sia sempre la soluzione migliore, nonostante ciò, però, mi hanno eliminato da quella squadra”.