I ricordi del difensore portoghese che per un tallone d’Achille non andò alla Juve con Padoin. Oggi il 33enne è al Porto B
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Vi ricordate di Gonçalo Brandão, l’ex difensore di Siena, Parma e Cesena? Oggi gioca nel Porto B e fa da chioccia ai giovani. Il 33enne portoghese, in una diretta Instagram con Sottoporta, ha raccontato la luna di miele con il Belenenses, l’esordio da titolare con gol contro il Porto di Mourinho, la tournée con la Juve nel 2010 e un aneddoto sul rapper 50 Cent e mister Jorge Jesus.
“Due partite dopo il mio esordio con il Belenenses – confida – mi chiama lo psicologo mentre ero a scuola dicendomi di andare nel suo ufficio. Pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato invece mi dice subito che la partita successiva avrei giocato titolare. Io non ci credevo, sembrava scherzasse ma ha detto che per via di cose avrei giocato dall'inizio in difesa. Abbiamo lavorato sulla mente, in fondo avevo solo 16 anni. Esordisco contro il Porto di Mourinho, faccio pure un gol però poi abbiamo preso quattro pappine”.
Poi ricorda la breve parentesi juventina: “Dopo due belle stagioni col Siena, avevo un paio di offerte ma la Juventus mi voleva vedere da vicino e mi porta in tournée insieme a Padoin, che poi ha firmato. Io invece all’ultima partita mi rompo il tendine d’Achille. Avevamo già un precontratto, la Juve ci teneva a me ma dopo quell’infortunio non se ne fece più niente, è successo così”.
Brandão svela un altro episodio della carriera: “Una volta, durante una pausa senza partite, il Belenenses ha ceduto lo stadio per il concerto di 50 Cent. C’è stata un po’ di confusione, noi avevamo metà campo per allenarci perché già c’era un grande palco montato, era tutto pronto. A un certo punto arriva 50 Cent con i suoi pullman quasi dentro il campo, nella pista d’atletica. Comincia poi a provare le sue canzoni, i più giovani ascoltavano a bocca aperta e noi non capivamo cosa diceva il mister. Eravamo tutti sconcertati e allora Jorge Jesus sale sul palco e quasi comincia a picchiare 50 Cent…”.
Infine un passaggio sull’attuale esperienza con il team B dei Dragões: “Il Porto mi ha chiamato qualche giorno prima dell’inizio del campionato dicendomi che avevano bisogno di me, della mia esperienza per aiutare e supportare i ragazzini della seconda squadra. Sono tutti giovani dai 20 anni in giù e poi ci sono io, mi fanno sentire giovane. Cerco di essere un esempio professionale, loro possono contare su di me e il consiglio che dò è di lavorare tanto”. I migliori compagni attualmente? “Oltre a Fábio Silva, ci sono Vítor Ferreira e Fábio Vieira”.
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