L'attaccante bulgaro, appena 18enne, giocava per il CSKA Sofia quando si verificarono i fatti da lui narrati

Berbatov: "Ho pensato non avessi scelta, o dico di sì o mi picchiano"

Manchester United v Chelsea - FA Community Shield
Dimitar Berbatov con Sir Alex Ferguson. (Foto di Paul Gilham/Getty Images)

Invitato a sedersi, l'uomo gli rivela il motivo dell'incontro: "Mi disse, 'Sappiamo chi sei. Devi cambiare squadra. Ti vogliamo nella nostra squadra' e quando gli ho detto che avevo un contratto con il CSKA mi disse che avrebbero risolto quel problema". Il centravanti, chiaramente terrorizzato ha raccontato che in quel momento voleva solo chiamare il padre per chiedere aiuto. Solo dopo tre ore gli viene concessa la telefonata e grazie a quella il bulgaro viene rilasciato.

Berbatov

Lo spavento è stato grande per Berbatov, il quale conclude dicendo che il momento peggiore è stato tra la telefonata e il rilascio: "Ho pensato che ormai non avessi più scelta. O dicevo di sì o mi avrebbero picchiato. Fortunatamente poi è arrivato mio padre. So che quello che dico potrebbe sembrare assurdo e incredibile, ma per noi in Bulgaria non lo era affatto. Funzionava così".

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