L’uruguaiano racconta il calcio nel suo Paese, il Peñarol, i derby di Montevideo, il rioplatense Lele Adani a Empoli e la Garra Charrúa…
Il River è in finale e il suo supertifoso Adani festeggia con la pasta
“Il derby di Montevideo tra Peñarol e Nacional qui può essere paragonato a Roma-Lazio; è più di Milan-Inter, per il calore dei tifosi”. Parola di Guillermo Giacomazzi, ex centrocampista con un passato tra Lecce, Palermo, Empoli e Siena, in una diretta Instagram con Sottoporta.
“In Uruguay certe partite sono molto sentite e ci sono sempre 60-70mila spettatori – confida il calciatore che ha giocato con Peñarol e Bella Vista a inizio carriera –. In generale, in Sudamerica c’è un ambiente più caldo, molta rivalità, tanti sfottò e forse c’è un po’ più di violenza rispetto all’Europa, anche se è davvero brutto da dire”.
“Il mio paese – continua – è un mix di culture, abbiamo radici europee e somigliamo molto agli italiani. Da noi si cresce con cattiveria e tanto agonismo sin da piccolini. La Garra è questa. Quando tu nasci calcisticamente incastrato tra Argentina e Brasile, per essere al loro livello, devi avere qualcosa in più sotto altri aspetti. Per noi ogni palla è come se fosse l’ultima. Con Lele Adani sono stato compagno di squadra a Empoli ed è stato sempre un folle amante di calcio rioplatense; ne sapeva quanto me”.
Giacomazzi ricorda con affetto Lecce: “Ho avuto subito un rapporto intenso con la città. Per una squadra piccola vincere un torneo di Serie B o salvarsi in Serie A equivale a uno scudetto. Andare a giocare in Serie C dopo il fallimento è stata una scelta romantica, ma l’ho fatto perché la città mi ha dato tanto. Sono stato più romantico col calcio che nella vita forse e questo mia moglie me lo rinfaccia...”.
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