Secondo "L'Equipe", questa richiesta corrisponde al "danno economico" calcolato dal club inglese e viene presentata oggi lunedì 22 aprile davanti al Tribunale commerciale di Nantes
A più di cinque anni dalla tragica scomparsa di Emiliano Sala in un incidente aereo, la disputa sul trasferimento dell'argentino tra Nantes e Cardiff non è ancora risolta. Secondo L'Equipe du jour, il club inglese presenterà questo lunedì davanti al tribunale commerciale di Nantes una fattura di 120,2 milioni di euro che ritiene dovuta alla FCN per il suo "danno economico".
Calcoli complicati
Per arrivare a questa somma il Cardiff City FC si è affidato a studi di esperti. In questo caso la società Analytics FC, specialista di dati, ha analizzato i probabili risultati che il club avrebbe avuto in Premier League con il contributo di Sala. Si è stabilito ad esempio, dopo calcoli estremamente complessi, che il Cardiff avrebbe avuto il 54,2% di possibilità di restare in Premier League, nonostante il club fosse caduto in Championship al termine della stagione 2018-2019.
🚨 Cardiff City are suing FC Nantes for €120.2M over the Emiliano Sala death.
— Transfer News Live (@DeadlineDayLive) April 21, 2024
The Welsh club estimate that it had more than 54% of remaining in the Premier League with the Argentine striker.
Therefore, before the Nantes Commercial Court, the Welsh club will present an invoice… pic.twitter.com/X8fguC67Vp
Un esperto legale e finanziario incaricato dal Cardiff ha poi valutato il costo di questa discesa: 52,9 milioni di euro di deficit tra le stagioni 2018-2019 e 2022-2023, 67,3 milioni di euro di “perdita di valore” del club. Infine, il Cardiff City chiede altri due milioni al Nantes per “danni alla reputazione”, precisa L’Equipe. Da parte sua, l'FC Nantes denuncia quella che definiscono "irricevibilità giudiziaria” del club inglese e chiede che quest'ultimo venga multato. Nel gennaio 2019 Emiliano Sala si era trasferito al Cardiff dall'FC Nantes, ma l'attaccante argentino ha perso tragicamente la vita in un incidente aereo. Cinque anni dopo, i gallesi non mollano la preda.
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