Eunice Mortágua ha salvato la vita a due giovani giocatori nello stesso giorno: uno con tre arresti cardiaci e un altro con le convulsioni

Né Cristiano Ronaldo, né João Félix, perché la stella del calcio portoghese a giugno è Eunice Mortágua, arbitro donna che due sabati fa ha salvato la vita a due giovani calciatori, in due partite, nello stesso giorno. Uno in arresto respiratorio e l’altro con convulsioni. Il fischietto rosa fa parte della sezione di Aveiro, costa occidentale del Portogallo. In questi giorni viene elogiata in terra lusitana per la sua prontezza.

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Il 19 giugno 2021 sarà una data che Eunice non scorderà facilmente. Nella partita di Under 20 diretta al mattino tra Valonguense e Taboeira B arriva il primo caso. La direttrice di gara dopo aver fermato rapidamente il gioco, ha fatto entrare in campo un’infermiera, che era a bordo campo a guardare la partita, per aiutarla a mettere il calciatore da un lato, in modo da facilitarne la respirazione. Prima dell’arrivo dell’ambulanza il ragazzo 18enne ha avuto tre arresti cardiaci ma è stato sempre rianimato dalla paramedica e dall’arbitro ed è stato poi stabilizzato.

Al pomeriggio la seconda situazione complicata con un talento caduto in stato di incoscienza a seguito di uno scontro con un avversario, nel match Under 19 tra AC Famalicão e Ponte de Vagos-Juveforce. Mentre era a terra ha iniziato a soffrire di convulsioni. La Mortagua è subito intervenuta utilizzando tecniche di pronto soccorso sul Campo José Maria Mariz Silva, ad Arcos, nel comune di Anadia.

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Eunice, 47 anni, dirigente dell’APAF, l’Associazione portoghese degli arbitri, ha dichiarato all’agenzia EFE: “Credo che a ogni arbitro dovrebbero essere insegnate le tecniche di base del primo soccorso. Prima di essere un arbitro, sono una madre e un essere umano. Non potevo stare ferma, era mio dovere aiutare. Sono contenta che entrambi i giocatori stiano ora bene”. La Mortágua è entrata nel mondo del calcio grazie al padre, anche lui arbitro. È in attività da 25 anni e si trova a due anni dalla fine di una carriera che, dice, è piena di “cose buone e cattive”, a cui si aggiungono questi due episodi. “Per me, il più grande orgoglio è stato poter aiutare”. I due giocatori di 17 e 18 anni adesso stanno bene, ma uno di loro non è ancora tornato ad allenarsi.

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