L’iniziativa, accolta dalla Figc, è dell’associazione Mete Onlus, in collaborazione con l'Associazione dei Giuristi Siciliani-AGIUS e col sostegno del sindaco di Palermo
Per Italia-Armenia di domani a Palermo, la Figc ha accolto la richiesta di ospitare una delegazione di donne iraniane allo stadio su iniziativa di Mete Onlus, presieduta da Giorgia Butera, in collaborazione con l’avvocato Francesco Leone, presidente dell'Associazione dei Giuristi Siciliani-AGIUS, e con il sostegno del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. L’associazione Mete Onlus impegnata nell’alto tema dei diritti umani internazionali da poco ha ideato ‘Woman's Freedom Iran', una nuova campagna per la giustizia a la tutela della libertà di ogni donna iraniana.
L’accesso allo stadio in Iran fino a pochi mesi era vietato a tutte le donne per tutte le competizioni maschili, solo dopo l’ultimatum da parte della Fifa all’Iran affinché venisse garantita la parità di genere negli stadi e dopo il suicidio di Sahar Khodayar la ragazza morta dopo essersi data fuoco perché condannata a sei anni di carcere per essere entrata allo stadio, le autorità iraniane hanno consentito l’accesso allo stadio alle donne ma per ora solo per le partite internazionali.
“Questa notizia – spiega la consulente tematica della campagna, l’antropologa e giornalista Tiziana Ciavardini – seppur considerato un piccolo grande passo per l’emancipazione femminile, continua a discriminare in maniera dispotica la figura della donna nella società iraniana. C’è urgente bisogno che tutte le società sportive rivedano quale condotta adottare nei confronti di quei paesi come l’Iran che ancora impongono divieti e restrizioni nei confronti delle donne”.
Al Renzo Barbera saranno presenti anche altre iraniane che non affiancheranno però la delegazione per paura di essere identificate e condannate nel loro paese. La loro preziosa presenza sarà comunque a sostegno della campagna di Mete Onlus nell’attesa di vedere riconosciuti i propri diritti, con il libero accesso negli stadi anche per le partite del campionato nazionale in Iran. “Non è facile – spiega la presidente Butera – far comprendere la difficoltà relegata a questa azione: paura, oppressione, negazioni. Una fortissima azione di contrasto all'Iran, Paese nel quale è negato l'accesso allo stadio per le donne. Ci siamo riusciti, e per noi è motivo di gratificazione nell'ambito delle buone pratiche per ciò che concerne i diritti umani internazionali”.
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