Dries Mertens è stato uno degli attaccanti più forti della storia recente del nostro campionato. Il numero 14 belga ha raggiunto l’apice della sua carriera a Napoli, performando ad altissimi livelli sia in campionato sia in Champions League. Un mix di tecnica, furbizia e varietà nelle soluzioni di tiro, caratteristiche uniche per un giocatore che ha interpretato il ruolo di falso nove in modo magistrale. Una delle sue prestazioni più iconiche risale al 18 dicembre 2016, quando segnò quattro gol contro il Torino, firmando una delle partite più straordinarie della sua carriera. Una cosa è certa: un giocatore con le sue caratteristiche in Serie A difficilmente lo rivedremo.
SSC Napoli v SS Lazio - Serie A
Annata 2016/2017, la nascita di un campione
Il campionato 2016/2017 fu il sesto consecutivo vinto dalla Juventus nel pieno del suo ciclo d’oro. La difesa composta da Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli, con Alex Sandro, Cuadrado, Dani Alves, Benatia, Rugani ed Evra a completare il reparto, era senza dubbio la più forte della Serie A. Non fu la stagione difensivamente migliore di quel ciclo di nove scudetti consecutivi – fu la terza con più gol subiti – ma i bianconeri incassarono comunque soltanto 27 reti in campionato.Le principali antagoniste furono Napoli e Roma, ma nell’estate precedente intorno ai partenopei c’erano molte incertezze. Gonzalo Higuain lasciò il Napoli di Maurizio Sarri dopo aver stabilito il record di 36 gol in una singola stagione di Serie A. Il trasferimento proprio alla Juventus è stato uno dei trasferimenti di mercato più discussi della storia del campionato. Sarri iniziò la stagione alternando Milik e Gabbiadini come centravanti, ma la squadra non convinceva pienamente il tecnico. L’8 ottobre 2016, poi, arrivò un’altra tegola: Milik si ruppe il crociato con la nazionale polacca.
Già da ottobre Sarri aveva iniziato a provare Dries Mertens come soluzione offensiva alternativa, e proprio lì cambiò la storia del Napoli. Il belga giocò la sua prima partita da falso nove titolare contro l’Empoli, segnò e contribuì alla vittoria per 2-0. Da quel momento non perse più il posto: Sarri aveva trovato il suo centravanti atipico.
Nel giro di pochi giorni, contro Cagliari e Torino, Mertens segnò sette gol in due partite. Napoli capì immediatamente che quella non sarebbe stata una stagione di ricostruzione. Il Napoli chiuderà quel campionato con 86 punti, più della stagione precedente. Purtroppo non abbastanza per vincere lo scudetto, ma sufficienti per lasciare un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi.
Empoli FC v SSC Napoli - Serie A
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Mertens show: la magia di quel quarto gol contro il Torino
Il 18 dicembre 2016 Dries Mertens decise di segnare quattro gol, tutti diversi tra loro, mostrando un repertorio offensivo completo. Il primo arrivò su un assist perfetto di Callejon: una palla arretrata e leggermente arcuata che il belga indirizzò con il collo interno sul secondo palo, sfruttando la stessa traiettoria del passaggio. Un gesto tecnico che sembra semplice, ma che pochi attaccanti riescono davvero a eseguire con quella precisione. Il secondo gol arrivò su rigore, calciato rasoterra con grande potenza. Il terzo fu invece il risultato di astuzia e rapidità sotto porta: una giocata da attaccante puro, capace di leggere la situazione prima di tutti gli altri.
Il quarto gol, però, è quello che rimase nella memoria di tutti. Un pallonetto a giro sul secondo palo che ricordava le giocate di Lionel Messi. Può sembrare un paragone esagerato, ma quando un gesto tecnico viene ripetuto più volte negli anni smette di essere fortuna(ammesso che lo sia stato) e diventa marchio di fabbrica. Quel pallonetto sul palo lontano era una delle specialità del folletto belga, un colpo che avrebbe riproposto diverse volte durante la sua esperienza a Napoli.
La reazione dei protagonisti in campo racconta bene l’assurdità di quel momento: il portiere del Torino Joe Hart scoppiò quasi a ridere dopo aver visto la palla entrare in porta, mentre l’espressione incredula di Vlad Chiriches fece il giro del web diventando immediatamente virale.