Calciomercato choc che suscita proteste, dubbi e domande. Per il Milan e non solo

di Giovanni Capuano -
Premessa: in discussione non c’è che il mercato dei club italiani debba essere virtuoso e che a certe cifre nessuno può permettersi il lusso di non pensarci. A vendere o a lasciar andare chi costa troppo. E’ tutto tristemente chiaro da tempo: siamo un calcio declinante nei conti e lo saremo a lungo, visto che di fare stadi nuovi non se parla a causa della miopia della nostra classe politica.

Hellas Verona FC v AC Milan - Serie A

Dura da mandar giù

Però la partenza di Tonali per il Newcastle rappresenta uno strappo difficile da far digerire al tifoso milanista, disorientato non a torto visto che il suo club ha i conti a posto e fino a ieri, si diceva, non vendeva per monetizzare ma lavorava per valorizzare. Vendere Tonali non è vendere uno qualsiasi, è un po’ come vendersi l’anima. Varrebbe lo stesso per gli interisti con Barella, tanto per capirci. E allora è giusto che chi tifa Milan abbia risposte chiare.

DDD
La rubrica di Giovanni Capuano

Ad esempio: basta un sacrificio di un big o tutti sono cedibili purché arrivi l’offerta giusta? Quanto sarà reinvestito dell’ incassato? Su quale profilo di giocatore? Solo giovani di talento, belle speranze e stipendi bassi o anche profili più strutturati? Qual è l’obiettivo sportivo della prossima stagione (non vale il generico essere competitivi)? Domande da cucire su misura per tutte le proprietà e dirigenze della Serie A, ma che nel caso del Milan diventano stretta attualità perché lo strappo si è consumato e a cascata potrebbe portarne altri.

AC Monza v FC Internazionale - Serie A
(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Come Lukaku in rossonero (lo scrive la Gazzetta) che sarebbe un colpo mortale al cuore degli interisti in questo pazzo mese di giugno.

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