Dalla dittatura brasiliana agli Stati Uniti di Trump, passando per la nuova composizione demografica francese. Questo intreccio socio-culturale si può trovare nel primo incontro fra la nazionale sudamericana e quella europea

I primi passi della multiculturalità francese

France v Ukraine - FIFA World Cup 2026 Qualifier
PARIGI, FRANCIA - 13 NOVEMBRE: Kylian Mbappé della Francia osserva la partita di qualificazione ai Mondiali FIFA 2026 tra Francia e Ucraina al Parco dei Principi il 13 novembre 2025 a Parigi, Francia. (Foto di Franco Arland/Getty Images)

Colombia v Greece: Group C - 2014 FIFA World Cup Brazil

Uno dei protagonisti di Colombia-Francia del 1972 è il difensore Jean-Pierre Adams. Nato il 10 marzo 1948 a Dakar (ancora sotto il dominio francese), il calciatore si trasferì in età giovane in Francia per perseguire un'istruzione più solida. Dopo essersi prestato al servizio militare, intraprese la carriera calcistica partendo dal Fontainebleau per poi passare al Nîmes e infine trasferirsi in grandi club come Nizza e PSG. Con l'esordio nella Coppa d'Indipendenza, Jean-Pierre diventa così il primo calciatore nato in Africa a giocare per Nazionale francese.

La sua presenza con i transalpini aprirà dunque la strada ad un incredibile filone di talenti francesi, particolarmente evidente al giorno d'oggi. Le migrazioni familiari postcoloniali dal Maghreb e da alcuni stati dell'Africa Subsahariana hanno permesso alla nazione europea di diventare un territorio florido di giocatori dall'identità ibrida e multiculturale.

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Tuttavia, Adams non fu l'unico calciatore a non provenire originariamente dalla Francia. Il suo compagno di reparto infatti era Marius Trésor (militante nell'OM e nel Bordeaux), difensore originario dell'isola di Guadalupa, territorio nei Caraibi francesi. I due formarono una coppia formidabile tecnicamente, fisicamente e tatticamente, tanto che i media transalpini colpiti dalla loro complementarietà li definirono come "La garde noire" (la guardia nera). Rompendo stereotipi, i due si affermarono come i pionieri di una Francia moderna, aperta all'Altro e alle ibridazioni identitarie.

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