Foggia-Cerignola 3-0 è lo specchio dei capricci del calcio, “inventato dal diavolo” come ricorda Max Allegri. E si sa che i satanelli sono imparentati con il diavolo.

di Franco Ordine -

Per l’Audace Cerignola andrebbe recuperato un vecchio incipit giornalistico che recita più o meno così: “A un passo dalla gloria, respinto dalla storia…”. E nella circostanza aggiungerei… dalla tempesta emotiva di uno stadio. Si può riassumere così la “remuntada” clamorosa realizzata dal Foggia sull’Audace Cerignola partito dal 4 a 1 dell’andata e finito, al 95esimo, eliminato con il 3 a 0 confezionato da Kontek, un croato che ha da lunedì notte intrecciato il proprio cognome con quello di una tifoseria e, diciamolo pure, di un’intera città.

FOGGIA-CERIGNOLA 3-0

Sugli scalini del Duomo di Cerignola...

Ero al lavoro, in tv a Telenord di Genova, e ho tenuto il cell rigorosamente spento. L’ho riacceso alle 22.40 sui titoli di coda della trasmissione “il derby del lunedì” e mi sono ritrovato con 304 messaggi, filmatini, un delirio incredibile di amici datati come me che han perso la trebisonda dinanzi a quell’incredibile epilogo dei play-off di Serie C.

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La rubrica settimanale di Franco Ordine

Devo dire, per completezza d’informazione, che ho molto apprezzato le analisi di Pazienza e Di Toro, allenatore e ds dell’Audace Cerignola, che segnalo al calcio di Serie A quale testimonianza pubblica del senso di sportività da parte di due eccellenti professionisti. Aggiungo per completezza che ho provato grande solidarietà per lo scoramento del presidente dell’Audace, a fine partita, ritratto sugli scalini del Duomo, sopraffatto dalla delusione insieme a un manipolo di tifosi. Devono sapere infatti che hanno compiuto comunque una grande impresa partecipando ai play-off per la promozione in Serie B e che hanno pagato un prezzo altissimo alla gioventù e all’inesperienza.

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