Se l'esempio di Calhanoglu fosse confermato anche dalla sponda milanista identica comunicazione, Milano avrebbe già vinto qualcosa oltre allo scudetto interista.

di Franco Ordine -

Ci sono calciatori che parlano solo con i piedi e calciatori che parlano non solo con i piedi. Hakan Calhanoglu è uno di questi, rimasto spesso in religioso silenzio dinanzi a qualche “sfottò” di troppo (ogni riferimento alla festa scudetto del Milan 2022 è voluto, ndr) e diventato -dopo la partenza di Brozovic da Appiano Gentile- il faro calcistico dell’Inter di Simone Inzaghi che ha stravinto il campionato non certo a Udine ma durante i mesi precedenti.

Udinese Calcio v FC Internazionale - Serie A TIM

Con lo sguardo rivolto allo Scudetto, non al derby...

Dopo aver calciato come al solito il rigore dell’1 a 1, Calhanoglu si è presentato ai microfoni di Sky e ha dettato la linea-guida della comunicazione pre-derby di lunedì 22 aprile.

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È stato deciso e conciso: “Non parlo del mio passato, quello che è successo è il passato. Ho un buon rapporto con i miei ex compagni, l’importante è vincere lo scudetto”. Fine dell’intervista e della lezione.

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