Ecco allora la morale: ci vogliono sangue freddo, competenza e coraggio di decisioni impopolari per rimettere in piedi il Milan dopo la botta di lunedì 22 aprile.
di Franco Ordine -
Ai tanti milanisti, delusi e disperati, che considerano la notte del 22 aprile 2024, scandita dal sesto derby di fila perso e dalla conquista dello scudetto della 2° stella da parte dell’Inter, come il punto più basso toccato in questi ultimi anni, va rammentato un precedente dimenticato.
Quando Gasp saltellava...
E cioè l’umiliante sconfitta, 0 a 5, subita dall’Atalanta di Gasperini (che saltellava con i tifosi nel finale) subita il 22 dicembre del 2019. In quella circostanza (al comando della proprietà Elliott, all’area tecnica Boban e Maldini, Pioli allenatore), ci fu un colpo di reni.
Boban, rimasto a Milano per curare la crisi tecnica (Maldini volò in vacanza), riuscì a convincere Zlatan Ibrahimovic (contro il parere dell’azionista) ad accettare la proposta rossonera e insieme con Kjaer, provarono a far ripartire la squadra. La storia successiva non ha bisogno di essere riproposta.
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