L’annotazione fondamentale riguarda Donnarumma: ha incassato fischi, sfottò e dollari finti senza lasciarsi condizionare, anzi spolverando la porta da un paio di stoccate. Ha salvato la faccia al Psg.
di Franco Ordine -
Ci sono almeno tre lezioni (più una quarta) da ricavare e da riepilogare dopo lo spettacolo fantastico di Milan-Psg, calcio di altissimo livello che si può ammirare solo nei grandi teatri e con la collaborazione di marchi doc.
Pioli e Leao...
La prima: Pioli è tornato al suo sistema originale (4-2-3-1) e ha tratto strepitosi frutti dall’albero del gioco oltre che una risposta pubblica e solenne sul fatto che viene seguito dallo spogliatoio. La seconda: se Leao giocasse sempre così, sarebbe lui l’altro MBappè del calcio europeo, degno rivale di Haaland e Vinicius e non invece il pigro ragazzo sgridato dai grandi maestri del milanismo d’antan Capello e Sacchi.
La terza lezione infine riguarda la critica di casa nostra, feroce nel bocciare il mercato estivo senza aspettare mai contro prove degne di fede e prendendo spunto da qualche serata di scarso genio (con l’Udinese).
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