TACKLE DURO - Il derby dei media sulla Nazionale di Gnonto, Zaccagni e Zaniolo
di Roberto Dupplicato -
Dopo l’assist fatto a Pellegrini con la Germania ci sono stati tre giorni di Gnontomania: interviste a lui e ai genitori, focus sulla carriera, canzoncine che rimbalzano dalla Svizzera, vecchie foto col Cittì e titoli come “Tutti su Gnonto” del Corsport, fino alle inevitabili voci di mercato: Sassuolo, Fiorentina e Monza lo cercano, la sua valutazione è da circa 7 milioni. Ovviamente molti, molti meno dei più patinati Zaccagni e Zaniolo, ragazzi bravissimi sulla trequarti ma che proprio non riescono a smarcarsi da una delle polemiche più tristi e grigie della storia del calcio italiano, perché da quando hanno messo in mezzo i bambini, l’ironia della massa capitolina che festeggiava la Conference è diventata sgradevole. E che diamine! Proprio per questo non serviva rilanciare la cosa online con riferimenti diretti ai gamberetti che hanno portato ancor più verso il basso il tenore del tutto.
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Tornando a Gnonto non si può non notare la differenza anche comunicativa del ragazzo rispetto ai calciatori di Roma e Lazio. Gnonto parla in maniera forbita, non sbaglia una dichiarazione, sa dov’è, da dove viene e cosa vuole fare. Zaccagni e Zaniolo invece non sembrano essere proprio innamorati della Nazionale e sui social hanno esternazioni un po’ ambigue e spesso finiscono in polemiche inutili e di scarsissimo interesse. Forse sono troppo giovani, forse è fine stagione e volevano andare in vacanza, e ci si divide in chi attacca Zaniolo più che Zaccagni, perché il romanista è stato consacrato e lanciato proprio da Mancini quando ancora in Serie A non aveva esordito. Come non aveva mai giocato nelle Nazionali giovanili. Il Corriere della Sera domenica ha parlato di possibile mancata gratitudine di Zaniolo. E lui, il giorno della partita con la Germania, invece di mandare un pensiero di incoraggiamento agli azzurri rimasti a combattere, era in vacanza - meritata - che postava su Instagram una foto di una spiaggia con scritto “Relax”. Ci stava anche un altro post per gli azzurri chiamati a rialzarsi contro la temibile Germania: “forza ragazzi”, a patto che fosse stato sentito.
Ma sicuramente la figuraccia mediatica più grande l’hanno fatta i due laziali Lazzari e Zaccaghi. Venerdì, dopo aver lasciato Coverciano, sono stati pubblicamente attaccati perfino dal selezionatore: “Sono sorpreso anche io”. Il giorno dopo sulla Gazzetta Luigi Garlando ha fatto un articolo di commento che ai due ha proprio tolto la pelle. A dimostrazione che - verosimilmente - il pensiero di Mancini fosse molto più cupo rispetto a quanto trapelato dalle dichiarazioni ufficiali. Lazzari e Zaccagni hanno chiuso con la Nazionale? Chi lo sa, ma i ben informati dicono che anche il comunicato di sabato della Lazio non ha cambiato i possibili cattivi pensieri del nostro cittì. La pace non è facile, e sicuramente sul campo dell’informazione ha pesato pure la ormai storica antipatia fra i giornali di Cairo e la squadra di Lotito. Zaccagni sui social fa vedere che fa terapia: se sta recuperando dall’infortunio in bocca al lupo.
A L’Originale c’è Di Marzio, nuova firma del mercato pure sul Corsera, e nel discorso finisce pure il calciomercato. Il contratto di Zaniolo con la Roma scade nel 2024, quindi o rinnova entro sei mesi o la situazione si fa complicata. Ci sono le voci, non smentite, dell’interesse del Milan e su Sky sparano la prima bomba della stagione e scopriamo che a Mourinho piace Berardi. In studio c’è anche Dionisi, si parla di Scamacca al PSG. L’altro giovane azzurro dal carattere chiacchierato che però è rimasto col Mancio e che con la Germania si è comportato bene, tanto da meritarsi i titoloni sulla Gazzetta, un po’ ingenerosi per chi ha vinto quattro volte la classifica capocannonieri della Serie A. “Scamacca, sponde, tocchi e tiri”. E ancora: “Forse abbiamo trovato il vero centravanti”. Catenaccio pazzesco: “Serviranno conferme, ma il numero 0 del Sassuolo con i tedeschi è stato dentro il gioco più di Immobile”. Sui social si urla al complotto visto che tra la Gazzetta e la Lazio qualcuno dice ci siano state frizioni. Ora servirebbe un freno. Su Gnonto si potrebbero aprire dieci capitoli. Quello politico dello Ius Soli, che chiama altre riforme tecniche e federali, nel senso di federcalcio e di divisione regionale in scuole calcio federali che lascino giocare con istinto e sviluppino la tecnica appena possibile. Solo così si crescono i nuovi talenti, “programmando” su vari livelli. L’Italia ha campato di rendita con i grandi giocatori che ha avuto ma poi è successo qualcosa - nella società, nella nostra anima, nella nostra testa - per la quale l’azzurro è uscito dal cuore, e dal nostro rigoglioso giardino di campioni veri ne sbocciano sempre meno, ed è anche per questo vogliamo sperare in Gnonto. Sui giornali di oggi si torna a parlare di Willy Gnomo perché si gioca a Cesena con l’Ungheria e perché sempre Di Marzio ne ha parlato in orbita Sassuolo.
Sulla Gazzetta i titoli sono per Ibra e per il suo eterno essere diavolo ma a lato c’è anche spazio per l’Italia. “Gnonto titolare, Scamacca promosso”. Il Corsport oggi apre con “la nuova Italia” e con “Gnonto titolare”, oltre che dare spazio alle parole di Mancini “ha bisogno di crescere”. Tuttosport apre con l’intervista alla mamma di Willy e parla di “beata gioventù”. Sarò. Ma stasera non ci sono Lazzari, Zaccagni e Zaniolo. Potevano esserci loro sulla destra e invece c’è Gnonto, lui si impegna, corre e si mette a disposizione. E quindi è giusto tifare per lui, per noi.
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