di Enrico Vitolo - Da una parte la fretta di voler vincere, dall’altra la lucidità nel saper aspettare. Un confronto quasi impari. Lo dice la storia, quella del calcio italiano. Da sempre, infatti, nella maggior parte dei casi ha preso il sopravvento la voglia dei presidenti e dei direttori sportivi di voler cambiare allenatore dopo appena qualche risultato poco confortante. Un via vai continuo. Molte volte anche inaspettato. Sorprendente. Ma qualcosa, forse, sta cambiando. Negli ultimi anni gli esoneri ci sono sì stati (9 nella scorsa stagione di serie A), ma la percentuale sta iniziando ad abbassarsi. Un segnale ancora più confortante è la voglia di quasi tutti i club del massimo torneo italiano di voler dare continuità ad un certo tipo di lavoro. Di portare finalmente avanti gli ormai famosi “progetti” di cui tutti parlano senza neanche più rendersi conto della reale importanza della parola stessa. Ma intanto se in 15 club su 20 hanno deciso di non cambiare allenatore in vista della stagione 2018-19 il cambiamento inizia ad avere davvero delle basi solide. Almeno per il momento, visto che poi durante il campionato tutto potrà essere ribaltato. Ma in attesa di capire cosa accadrà concretamente da agosto a maggio, la novità in ogni caso c’è e non va assolutamente sottovalutata.
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15 conferme lallenatore italiano si riscopre piu stabile
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