DerbyDerbyDerby Senza categoria 54 anni massima serie0 0 lamburgo nel derby 2 bundesliga
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54 anni massima serie0 0 lamburgo nel derby 2 bundesliga

Redazione Derby Derby Derby

di DDD - E' finito 0-0, ma per i tifosi avversari dell'Amburgo è stato comunque una goduria giocarlo questo derby dell'8' giornata della Zweite Bundesliga, la serie B tedesca. Adesso le cose in classifica non vanno male per entrambe le squadre, visto che l'Amburgo è terzo con 14 punti e il St.Pauli sesto a quota 13. Una goduria perchè per quelli del St.Pauli ritrovare, dopo 54 anni di massima serie, l'Amburgo in serie B è stato qualcosa di magnifico. In ogni caso il derby senza reti ha visto rinnovarsi una rivalità che ha avuto origine negli anni Quaranta, quando ancora la Bundesliga (il campionato nazionale tedesco) non era nata e le squadre si confrontavano nelle rispettive competizioni regionali. Specie nel biennio 1945-46 e 46-47 Amburgo e St.Pauli si scontrarono vis-à-vis per la Oberliga Hamburg, portando a casa un titolo a testa. Lo strappo vero e proprio tra i due club e le rispettive tifoserie, come ci racconta Marco Petroni, autore del libro St.Pauli siamo noi: pirati, punk e autonomi allo stadio e nelle strade di Amburgo, si consumò definitivamente negli anni 80 quando «la curva dell’Amburgo prese una deriva nazionalista». Fu allora che «molti ragazzi punk, tifosi dell’Amburgo, dopo aver avuto problemi in curva si interessarono a questa squadretta praticamente sconosciuta. E anche grazie alle occupazioni del distretto di St.Pauli, sorte a poche centinaia di metri dallo stadio, questi cominciarono ad appassionarsi alla squadra». Punk, anarchici, lavoratori portuali cominciarono ad animare le partite del St.Pauli, attratti per certi versi dalla sua aurea di outsider. Mentre l’Amburgo, continua Petroni, «era storicamente un club con molto fascino, abituato a partecipare a competizioni di alto livello e a giocatori fortissimi, il St.Pauli era visto come il club degli sfigati, dei perdenti». A quel  punto il St.Pauli – quartiere popolare – a partire dagli anni 80, dopo lo scandalo finanziario della Bautechnik, si fece baluardo dei più deboli: disoccupati, prostitute, lavoratori portuali, artisti. Nell’immaginario è il club la cui tifoseria è prevalentemente animata dalla classe popolare. L’Amburgo, invece, è visto come il team dei benestanti, dei vincenti. Allo stesso modo, le rispettive società sembrano sposare due modelli di gestione completamente differenti: da una parte l’etica del calcio popolare del St.Pauli, dall’altra quella spalmata sul modello di business del calcio moderno dell’Amburgo. Tuttavia, la tifoseria del St.Pauli negli ultimi decenni pare aver subito una netta trasformazione. Da roccaforte proletaria, racconta l’autore romano, «se oggi ti capita di andare al Millerntor-Stadion puoi vedere di tutto: dal radical-chic al punk anarchico, ma anche famiglie e gente che di certo non possono definirsi proletarie. Mentre trentanni fa St.Pauli era a tutti gli effetti un quartiere proletario, oggi anch’esso è stato investito dal processo di gentrificazione, che ne ha trasformato i contorni e questo si riflette anche sul pubblico che ogni domenica riempie lo stadio». Quello che resta nella tifoseria del St.Pauli è comunque la radice antifascista, anti-omofoba e solidale che da sempre l’ha contraddistinta.