di Davide Capano - Domani con Shandong Luneng-Beijing Renhe (ore 11 italiane) inizia la Chinese Super League 2019. Un’edizione storica. Infatti, a parte i dodici allenatori non cinesi su sedici (tra cui Cannavaro al Guangzhou Evergrande Taobao e Jordi Cruyff al Chongqing Dangdai Lifan), sarà il primo torneo con una serie di nuovi regolamenti tipo il tetto salariale (seppur non ancora ufficialmente quantificato) e un taglio ai bonus per i giocatori dovuti alle vittorie di partite e campionati. Oltre a questo, in Cina, vi sono altre variabili tecnico-normative da rispettare. Intanto prosegue senza sosta la campagna a supporto dell’utilizzo di calciatori del Paese del Dragone. Infatti, è obbligatorio schierare in campo dall’inizio almeno un under-23 cinese. Il numero, poi, sale a tre per quanto concerne i calciatori impiegati nel corso della gara. In pratica vengono imposte due sostituzioni con giovani “fatti in casa”. Restringenti sono pure i vincoli legati agli stranieri tesserabili: al massimo quattro, ma non più di tre utilizzabili. Ricordiamo che fra i derby e le rivalità cinesi, quella che negli ultimi anni ha offerto il miglior spettacolo è il Derby di Canton fra le Tigri del Guangzhou Evergrande e i Blue Lions del Guangzhou R&F. Il Beijing Guoan ha sviluppato alcune rivalità molto sentite nel corso della sua storia, le più note sono ilJingJin derby contro il Tianjin Teda, squadra della vicina municipalità, e il derby di Cina contro lo Shanghai Shenhua, la rivalità fra le squadre con più tradizione fra i due principali centri economici e culturali della Cina. Fino ad ora i derby di Pechino sono stati incontri marginali fra squadre militanti nelle serie minori e che hanno riguardato soprattutto il Beijing Institute Technology (squadra nata e gestita dall’omonima Università), oggi in China League Two, e il Beijing Enterprises che milita in China League One. Tra Gouan e Rehne, entrambe squadre di Pechino, la rivalità potrebbe decollare.
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