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ammuina sceneggiata chievo tira poco parla

Redazione Derby Derby Derby

di Franco Ordine - Nel calcio di casa nostra ci sono polemiche e polemiche. Ci sono polemiche sorrette dai fatti e polemiche che nascondono clamorose forzature. È il caso più evidente venuto fuori dalla notte di Chievo Verona-Milan e dalle dichiarazioni di Di Carlo, tecnico, e dal ds Romairone. Del primo segnalo solo la frase più vistosa: “A maglie invertite avremmo vinto 3 a 0”. Del secondo prendo la segnalazione più pittoresca riferita al primo gol di Biglia: “Non si può battere la punizione con la barriera a 12 metri”. Bene. Solo per curiosità sono andato a leggere i numeri della partita per trovare un qualche riscontro alle affermazioni di Di Carlo. Tiri in porta del Chievo? Uno! Per precisione quello del gol, tra l’altro maturato, grazie alla distrazione di Conti, poco abituato alla marcatura in area di rigore. Parate di Donnarumma, gol a parte? Una. Tra l’altro su un cross proveniente da destra.

E allora il 3 a 0 vaneggiato da Di Carlo a quali occasioni da gol e tiri in porta si riferisce? Come si capisce al volo al nulla sotto vuoto. Serve solo per fare un po’ di “ammuina” come dicono a Napoli e magari a  preparare una bella settimana di passione e di pressione in vista del derby. Veniamo al ds. Nel calcio moderno le misurazioni, in tv, sono possibili. E metro alla mano la distanza della barriera del Chievo sulla punizione di Biglia è stata di 9,50 metri invece che dei regolamentari 9,15. Quindi lo scarto era di 35 centimetri! E i 12 metri invocati da Romairone? Inesistenti. Fine della sceneggiata.