battuta la spal milan puo analizzarsi piu serenita
Redazione Derby Derby Derby
di Max Bambara - Milan-Spal 2-1, rigore negato ai rossoneri, occasioni per gli spallini, tante occasioni anche per il Milan. Oltre a non aver visto il mani di Missiroli, l'arbitro Abisso ha infierito su Suso fino ad espellerlo. Al netto di tutto questo, Higuain ha sconfessato tanti profeti di sventura con il suo gol e con il suo abbraccio a Gattuso. Milan a un punto dal quarto posto, ma se avesse vinto contro Frosinone e Bologna e pareggiato contro la Fiorentina, sarebbe a più quattro. Perchè quindi questo rallentamento? Le riflessioni e le analisi dopo una vittoria sono sempre le più serene. La causa principale del rallentamento del Milan in campionato è rappresentata dagli infortuni a Lucas Biglia e Jack Bonaventura, dal calo di condizione di Suso e dal momento negativo di Hakan Calhanoglu parzialmente rientrato contro la Spal. Nel mezzo, possono poi esserci tante ed innumerevoli sotto-cause, ma il cuore del problema è lo smantellamento della mediana, causato da una serie di circostanze sfavorevoli. Lo sviluppo del gioco del Milan è stato infatti agevole e lineare fino alla fine di ottobre. Si partiva dal basso per poter prendere alti gli avversari e con questo atteggiamento si sfruttavano egregiamente le qualità dei giocatori a disposizione. Quel Milan nacque un anno fa dall’intuizione di Rino Gattuso che si ritrovò una squadra che giocava con la difesa a 3, Suso e Calhanoglu fra le linee ed una fase offensiva complessa che finiva troppo facilmente per diventare impastata. Gattuso recuperò mentalmente Calhanoglu e gli trovò questa posizione di esterno sinistro offensivo che consentiva al giocatore turco una discreta libertà di movimento. I play del gioco erano Biglia e Suso, mentre Bonaventura era il giocatore barometro, l’unico probabilmente insostituibile. Quel Milan espresse un valore, riassunto perfettamente dai punti ottenuti nel girone di ritorno. Era una squadra competitiva con dei limiti strutturali e numerici. In estate Gattuso aveva chiesto un centravanti, una mezzala utile ad alternarsi con Kessiè e Bonaventura ed un esterno d’attacco capace di sprintare dando un’alternativa di gioco preziosa ai due palleggiatori titolari (Suso e Calha). A livello di caratteristiche richieste, solo la casella del centravanti è stata coperta e l’attuale Milan oggi fa una fatica tremenda sul piano offensivo perché, rispetto all’anno scorso, non solo mancano le alternative offensive che erano state cercate (sono noti i problemi societari dell’estate 2018), ma addirittura sono venuti meno i titolari. Higuain, giocatore indiscutibile sul piano tecnico e nei gol realizzati in carriera, ha funzionato fino a quando la struttura alle sue spalle è stata credibile dal punto di vista dello sviluppo del gioco e della qualità della manovra, segnando 7 gol in 10 partite. Si è invece incupito quando ha dovuto prendere atto, suo malgrado, che il Milan sviluppa l’azione con una lentezza cronica in uscita, tale da consentire agli avversari di leggere facilmente le giocate rossonere. Fino alla fine di ottobre il tempo tecnico con cui il Milan portava palla dalla difesa all’attacco era quasi sempre inferiore ai 10 secondi. Adesso si è più che raddoppiato ed è questa la principale ragione delle difficoltà offensive del Milan. Le cause di tutto questovanno ricondotte alle caratteristiche attuali dei giocatori in mediana. Nessuno gioca palla di prima intenzione, nessuno si prende l’iniziativa di una giocata verticale, nessun centrocampista attacca gli spazi coi tempi tecnici corretti. Per gli avversari, giocare di posizione contro il Milan è diventata una vera pacchia. La migliore palla gol del grigio primo tempo del Milan contro il Frosinone è il palo di Castillejo. Da dove nasce? Da una palla giocata in verticale coi tempi giusti. Chi è stato l’autore del passaggio? Non un centrocampista, bensì Gonzalo Higuain, il tanto vituperato argentino colpevole di tutti i problemi del Milan secondo troppi benpensanti. Ora se non si ha un centrocampista con queste caratteristiche e certe palle deve pensarle il numero nove, tale aspetto rappresenta perfettamente il reale problema del Milan ed è su questo che la società dovrebbe porre le migliori e più attente riflessioni in vista del mercato di gennaio. Discutere Higuain che gioca a mezzo servizio (e chi vede il calcio si accorge nitidamente del suo problema alla schiena) perché non si inventa i gol da solo scartando sette giocatori o perché sbaglia un gol facile dopo tante partite giocate con le spalle alla porta, significa soltanto guardare il dito e non la luna. Ancor più sbagliato è credere che il tecnico del Milan che, sino a qualche settimana fa, era dietro come punti fatti soltanto alla Juventus, sia improvvisamente diventato incompetente o incapace di dare un gioco ai suoi giocatori. Il calcio non si può giudicare facendo un processo continuo ai singoli. Lo si può provare a fare semplicemente analizzando nel concreto la dimensione collettiva, le dinamiche di sviluppo del gioco ed il livello di qualità della manovra di una squadra. La stagione è ancora viva e pronta per essere vissuta fino alla fine se la società rossonera avrà l’intelligenza di osservare il campo in maniera asettica senza farsi condizionare dai refoli di vento di chi ha interesse soltanto a soffiare sul fuoco delle polemiche. Serve dare fiducia a chi finora ha portato la croce senza meritarlo e ristrutturare una mediana che, per le cause poc’anzi esposte, non è attualmente nelle condizioni di dare al Milan ciò che le serve. Due innesti per riprendere il filo del discorso interrotto quindi; ma che siano quelli giusti.