di Enrico Vitolo - Ora non avrà neppure più un dubbio, da questo momento in poi quando sentirà qualcuno gridare in campo o per strada “bomber” si girerà immediatamente. Perché se al suo arrivo in Italia quella strana parola significa nella sua lingua nulla di più che “pistolero”, ed ecco spiegata la sua esultanza dopo ogni gol, oggi dopo 12 reti in 7 partite ufficiali giocate con il Genoa il polacco Krzysztof Piątek ha compreso molto bene quello che è invece il senso italiano di bomber. Mentre lui iniziava ad abituarsi al nuovo soprannome, l’Italia iniziava a sua volta a scoprire la nuova stella nascente del campionato. Una stella che sta splendendo costantemente da agosto scorso: in qualsiasi giorno, e pazienza se Piatek vuol dire venerdì in italiano, contro qualsiasi avversario. Dopo la doppietta di Frosinone, la seconda in serie A, l’attaccante rossoblù ha messo subito nel mirino Gabriel Omar Batistuta che nel 1994 segnò almeno 1 gol nelle prime undici partite di campionato (in totale furono 13 le reti). Ma prima di agganciare o chissà addirittura superare l’argentino, la strada è ancora lunga, Piatek davanti a sé ha ancora un po' di gente da mettersi alle spalle. Nel 1962 Pascutti con la maglia del Bologna segnò costantemente nelle prime dieci giornate, nel 2005 Trezeguet (Juventus) si fermò a quota nove, nel 2009 Barreto con il Bari e nel 1994 Muzzi con il Cagliari arrivarono a otto, mentre nel 1998 Bierhoff con l’Udinese a sette, così come nel 2009 Matri con il Cagliari e Di Natale con l’Udinese, ma anche Cruz con l’Inter nel 2007 e nuovamente Trezeguet con i bianconeri nel 2011. Una sfida che, stando al sorriso che ha sempre stampato sul suo volto, non sembra minimamente spaventare il gigante buono del Genoa che a suon di colpi di pistola sta infrangendo qualsiasi record. Con una facilità disarmante, come se nel corso della sua vita avesse fatto sempre questo dalla mattina alla sera. Intanto per gli amanti delle statistiche il lavoro negli ultimi tempi è decisamente aumentato (prima di lui in Italia soltanto Karl Aage Hansen dell’Atalanta nella stagione 1949-50 riuscì a segnare 8 gol nelle prime sei partite), ma la sensazione è che a stretto giro toccherà aggiornare nuovamente i vari almanacchi. I nuovi colpi sono stati già posizionati all’interno del caricatore, ora non resta che chiudere nel migliore dei modi un 2018 che fino a questo momento è stato semplicemente entusiasmante. Elettrizzante. Ma a disposizione ci sono ancora tre mesi, che tradotto vuol dire altre quattordici partite da giocare. Possibilmente sempre con indosso i panni del bomber che tanto bene gli calzano e che tutti ormai hanno iniziato ad apprezzare. Non solo in Italia, ma anche in Europa e nel Mondo. Mettendo a confronto proprio tutti i continenti, si vede a bella vista Piatek al 20° posto nella classifica degli attaccanti più prolifici dell’attuale anno solare (in testa c’è Diogo del Buriram UTD, squadra Thailandese, con 31 centri in 31 incontri). In attesa della sfida con il Parma, in casa gialloblù è già scattato l’allarme, sono diventati 20 i centri in 22 partite giocate da gennaio scorso ad oggi (8 in 14 gare disputate con il Cracovia Kraków): 17 di destro, 6 di testa e 1 di sinistro. Impossibile non chiamarlo bomber.
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bierhoff cruz la sorpresa piatek non sorprende piu
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