di Valentino Cesarini - Clamoroso suicidio del Milan che perde 3 a 1 in casa dell’Olympiacos e dice addio all’Europa League, a causa della peggiore differenza reti. E’ vero che il fischietto francese Bastien ci mette del suo, regalando un calcio di rigore ai greci a pochi minuti dal termine per un presunto abbraccio fra Abate e Torosidis. Dubbi anche sulla prima rete dei locali, ma la colpa non può essere soltanto del fischietto francese. Anzi, molte colpe le ha il Milan, che per la quinta volta su sei nel girone va sotto (solo all’andata contro il Dudelange i rossoneri non subirono reti) e che nonostante una tecnica superiore ai greci, scende in campo per non perdere e con poca grinta. Dopo un primo tempo equilibrato e con poche azioni degne di cronaca, la ripresa si fa più interessante. L’Olympiacos fra il 60’ e il 70’ si porta addirittura sul 2 a 0 grazie alle reti di Cissè e Guerrero, ma pochi secondi dopo è Zapata ad accorciare le distanze grazie alla Goal Line Technology. Il finale è un far west anche per il regalo del direttore di gara, che si inventa un rigore: dal dischetto Fortounis non sbaglia. E’ il 3 a 1 che di fatto elimina i rossoneri. Senza Cutrone, tolto per far spazio a Laxalt (mossa sbagliata), Gattuso si gioca la carta Halilovic, ma il Milan non riesce a reagire nonostante l’assalto disperato di Reina sull’ultimo corner, con il Karaiskakis che esplode al triplice fischio. E’ un KO che fa malissimo: serve rialzare immediatamente la testa in campionato, perché a questo punto il quarto posto diventa obbligatorio per Gattuso (che torna sulla graticola) e i ragazzi. Il Milan non usciva in una fase a gironi di una competizione europea dalla seconda fase a gironi della Champions League 2000/2001, quando fu fatale l’1 a 1 di San Siro contro il Deportivo La Coruna. Peggio fece l’anno prima (1999/2000), quando all’ultima giornata della prima fase, riuscì a subire due goal (era avanti 2 a 1) nei tre minuti finali sul campo del Galatasaray, dicendo addio anche al terzo posto.
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