di Serena Calandra - Punita dal mancato uso del Var e dagli errori arbitrali. Ma anche da se stessa e dalla propria scarsa brillantezza. E' questa l'Inter che si lecca le ferite dopo aver fatto un solo punto a San Siro in campionato dopo due gare. Si è concluso molto male per l'Inter il match che ha visto protagoniste Inter e Parma. La squadra di Spalletti nonostante i buoni propositi non è riuscita ad imporsi sul proprio avversario, e che avversario il Parma di D’Aversa, che neo promosso dalla serie cadetta porta a casa la prima vittoria di campionato  proprio contro ai nerazzurri.  Una partita strana, distratta, illogica, in alcuni frangenti senza testa e ne coda. Strana, la scelta della formazione ma comprensibile visto l’ impegno con il Tottenham martedì  a San Siro. Distratta, nel momento in cui consente all’avversario più  di quello che dovrebbe concedere. Illogica e disordinata, a causa dei troppi errori sotto porta considerate le poche occasioni. Irriconoscibili tutti, primo in assoluto Luciano Spalletti che, volendo e dovendo gestire la situazione e le forze dei suoi,  si ritrova a fare i conti con una squadra che sembra aver dimenticato una cosa fondamentale per la rincorsa al campionato e soprattutto alla Champions: il carattere. Ci sta la sconfitta per carità, ci sta l’errore perché anche i grandi sbagliano ma non si può accettare una performance cosi scialba, senza colore ne adrenalina da parte di chi  quest’anno dovrebbe dettare le regole, e non subirle. LA PARTITA Spalletti sceglie di non schierare Icardi che entrerà solo nel secondo tempo e di puntare sul numero 11 Keità con Candreva, Nainggolan e Perisic pronti a schizzare dal centrocampo. Il Parma dall’altra parte si presenta con Gervinho, Inglese e Di Gaudio in un 4-3-3 offensivo ma che diventa tagliente solo con l’ingresso al 46’ dell’ex Dimarco. Un gol senza dubbio di gran gusto che lascia tutti a bocca aperta ma che fa riflettere sul come sia stato semplice seppur dalla distanza spiazzare lo schieramento difensivo della squadra nerazzurra che a sole 4 giornate di gioco incassa già ben 5 reti. Una media troppo alta se si pensa che la migliore in un anno ne incassa al massimo 24. Una lettura sbagliata del match che a tratti si movimenta con le azioni di Perisic, Candreva e Keità anche se lo specchio della porta non viene minimamente considerato. Troppi gli errori di precisione e di concentrazione che costringono l’Inter ad una sconfitta che brucia ma che deve essere archiviata in termini di prestazione. Il Parma ne approfitta e nonostante le poche azioni e qualche movimento dubbio, vedi  lo stop di Dimarco che blocca con mano un tiro di Perisic pericoloso e chissà, riesce con un colpo di reni a beffare i padroni di casa che neanche con l’ingresso del capitano, apparso spento e assente, riescono a cambiare passo e atteggiamento. È chiaro ed evidente l’Inter non è ancora al massimo, fa fatica a sbloccare il risultato così come ad attribuire la giusta lettura ai match programmati. Il problema è  reale ma la domanda è: se i mezzi per far bene non mancano, considerate le dichiarazioni di Spalletti, ed i presupposti sembrano esserci tutti , cos’è che sta mettendo in discussione la forza e la presenza del biscione nerazzurro ? E soprattutto, come anticipare la risposta alla domanda considerati l’imminente impegno con il Tottenham e quello in campionato con la Samp, ad oggi miglior attacco e miglior difesa? Il tempo vola via in un batter d’occhio, chissà che non porti con sé anche le speranze di tutti quei tifosi che reclamano a gran voce una risposta di carattere e di classe già dalla prossima disputa contro gli inglesi!.

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