di Marco Scipioni - Così simili, così diversi. Mancano soltanto poche ore e Gianluigi Buffon avrà disputato l’ultima partita della sua carriera con la maglia della Juventus. Sarà l’ultima volta dopo 17 anni, dopo 6111 giorni di ininterrotta militanza con la casacca bianconera. L’ultimo match di uno dei due più grandi simboli della storia juventina: Buffon come Del Piero, Del Piero come Buffon, così simili e così diversi. Cosa accomuna e cosa differenzia gli ultimi due capitani della Juventus? COSì SIMILI –Il motto della Juventus, si sa, è quello che recita “Vincere è l’unica cosa che conta”. Questo è lo stile di vita che rende, forse più di ogni altro aspetto, simili i due ex compagni. Del Piero, infatti, il 13 maggio 2012 lasciò una Juventus vincente, una Juventus campione d’Italia dopo il purgatorio della Serie B. Una Juventus che era ritornata a vincere dopo due anni consecutivi terminati al settimo posto, nove anni dopo l’ultimo tricolore (stagione 2002-2003). In particolare capitan Del Piero, in campo insieme a Buffon, fu protagonista del ciclo di vittorie aperto da Antonio Conte e ancora oggi in corso con Massimiliano Allegri. Entrambi si sono hanno salutato dopo cavalcate e record inimmaginabili alla vigilia: nessuno, infatti, si sarebbe mai aspettato una Juventus campione d’Italia nel primo anno di Conte, nessuno si sarebbe aspettato sette scudetti consecutivi, record italiano che coincide con l’addio di capitan Buffon. Un altro aspetto che rende così simili Del Piero e Buffon è anche il trattamento rivolto loro dalla società bianconera, nota per la sua intransigenza. La dirigenza juventina, infatti, nel 2012 come nel 2018, non si è piegata nemmeno di fronte a due grandi simboli: prima di tutto conta la squadra, la programmazione ed il futuro. Entrambi, Del Piero come Buffon, lasciano la squadra dellaloro vita, non pienamente da ‘ex calciatori’: il primo, infatti, proseguirà la propria carriera da calciatore all’estero, il secondo, ancora indeciso ma non totalmente convinto di togliersi i guantoni. COSì DIVERSI – Emergono tuttavia due modi diversi di approcciarsi all’inesorabile scorrere del tempo. L’addio con la Juventus viene vissuto in modo più burrascoso con Del Piero il quale, l’anno precedente, dopo aver pubblicamente proposto una firma in bianco, aveva contribuito ad incrinare i rapporti con la proprietà bianconera ed, in particolare, con il presidente Andrea Agnelli: “Sognavo di chiudere la mia carriera qui. Agnelli mi ha sorpreso ma un capitano non deve mai dimenticare i suoi doveri e quello che rappresenta”, disse successivamente a Vanity Fair. Buffon, invece, lascia con un grande rapporto di amicizia con il presidente bianconero, lascia in rapporti eccellenti, nonostante il non rinnovo e, probabilmente, la voglia di continuare a giocare. Da un punto di vista mediatico inoltre anche l’ultimo anno giocato viene vissuto in maniera differente, infatti, Del Piero sembra quasi essere scaricato dal nuovo allenatore, Antonio Conte: solo 28 presenze, molte da subentrato ed un feeling professionale forse mai sbocciato dal momento in cui l’ex compagno di squadra venne ingaggiato come allenatore. Buffon, invece, nonostante diverse panchine per scelta tecnica, viene visto in maniera diversa: l’ex portiere del Parma, infatti, viene sempre considerato un punto di forza e un appoggio per Allegri, a differenza di quanto non sia accaduto con Del Piero, spesso considerato come segno della non eccellente capacità di Conte nella gestione di determinati calciatori.
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