di Enrico Vitolo - Game, set, match. Fosse stata una partita di tennis avremmo già sentito questa frase tra martedì e mercoledì sera. Un altro torneo, infatti, è andato tristemente in archivio per l’Italia. Ma essendo calcio toccherà disputare anche le gare di andata. Purtroppo potremmo quasi dire. Perché dopo tutto quello che è accaduto nelle prime due sfide contro la Spagna è palese che l'Italia ne esca con le ossa rotta e con l'incapacità di poter fare qualcosa di epico tra meno di una settimana. Neppure Federer e Nadal avrebbero, forse, saputo fare meglio di Real Madrid e Barcelona. A suon di dritti e rovesci i blancos ed i blaugrana hanno fatto correre da una parte e dall'altra del campo, proprio come se fossero dei principianti, la Juventus di Allegri e la Roma di Di Francesco. Vittime sì nello specifico ma a conti fatti soltanto attuali rappresentanti di un movimento, quello italiano, che fa ancora fatica a fare un vero e proprio salto di qualità a livello europeo. L'attesa dunque continua, ma è probabile che continui ancora per un altro po' di tempo vedendo tutto quello che sta accadendo nell'ultimo periodo. Del resto Cristiano Ronaldo da una parte e Messi dall'altra bastano e avanzano per comprendere il perché dell'ennesima disfatta. Che fa indubbiamente male, molto male, ma che in ogni caso non deve distruggere anche quello che di buono è stato invece costruito. Non sarà tanto ma la capacità della Juventus di restare per più anni tra le big della Champions e la voglia della Roma di voler provare a giocare senza timore contro i creatori del tiki taka sono aspetti dai quali ripartire in vista del prossimo game, set, match.
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