di Mattia Marinelli - Il derby sotto la lanterna vive 365 giorni all'anno, nelle piazze, nei bar e nelle case. Genoa contro Sampdoria ma soprattutto genoani contro sampdoriani in un crescendo di sfottò e ironie che trova il suo culmine in quei 90 minuti di fuoco. Così almeno è sempre stato ma questa volta il clima è differente. È la prima sfida da quel maledetto 14 agosto quando il tempo a Genova si è fermato. "Il derby è un momento di festa per la città, spero che possa essere anche un momento di allegria e ripartenza, segno che la vita va avanti nonostante la tragedia - racconta il presidente della Regione Giovanni Toti - Spero sia un derby speciale per il segnale di futuro che può dare". Il resto è rappresentato dalle dichiarazioni della vigilia, da una parte e dell'altra. Gregoire Defrel, al suo primo derby in maglia blucerchiata, ha detto: "La sosta ha un po’ ovattato l’ambiente ma ora si sente per strada, sui social, l’attesa della gente. È elettrizzante. Io sono pronto. Finora l’ho vista in televisione, o immaginata. Sarà anche il mio primo derby in assoluto. In Francia non ne esistono di cittadini. E l’anno scorso a Roma non l’ho giocato. Da ragazzino mi affascinavano il derby di Milano per i grandi giocatori e City-United. Ho letto da qualche parte che io avrei copiato Piatek… non credo. Ho in
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ce derby genova va avanti nonostante ponte
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