di Davide Capano - La vita è una speranza verso un traguardo. Lo sa bene Carlo Ancelotti, l’uomo che preferisce la Coppa. Domani a Parigi (ore 21) il suo Napoli incontra il Paris Saint-Germain al Parco dei Principi in un match valido per la terza giornata del gruppo C di Champions League. Arbitra il tedesco Felix Zwayer. Il tecnico di Reggiolo, quindi, aggiunge ufficialmente un altro Derby alla prelibata collezione, viste le due annate passate in riva alla Senna tra il 2011 e il 2013. Oggi Ancelotti vive a Parco Matarazzo in via Tasso, ma “riesce a fare le tagliatelle con la pasta che ha”. Sì, perché Re Carlo rende comode le persone e le delega. Uno dei segreti è il pragmatismo contadino di familiare memoria. L’archè dell’essere ancelottiano. Tira più un suo sopracciglio di una coppia di buoi, ha scritto qualcuno. Certo, poi a Carletto piace ridisegnare confini calcistici e gastronomici. Oltre a esser goloso di una pizza diversamente leggera (salsa di zucchine, zucchine scapece, provola, prosciutto crudo e chips di zucchina), il mister ha insignito Insigne di una posizione più congeniale che lo colloca al vertice della tensione. Chissà che un buon impulso non gliel’abbia dato l’acquisto del cavallo “Honor and Pleasure”, fratellastro di Sea of Class, recentemente finita seconda nell’ultimo Prix de l’Arc de Triomphe a Longchamp. A proposito di trasferte francesi… Ancelotti, con quella capacità che ha di rassenerare, vuole rendere il Napoli un purosangue di razza a ogni latitudine. Tutti hanno voglia di vincere. Non tutti hanno voglia di preparare una vittoria, direbbe sornione. Anche perché Parigi, del resto, val bene una Coppa! Con buona pace dell’altro ex Cavani, di Mbappé e Neymar…
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